Capolavoro dell’architettura gotica francese (1163-1246, ma compiuta nel XIV secolo) ispirò Victor Hugo che ne fece l’antro di Quasimodo. È stata la cattedrale in qualche modo teatro della storia di Francia tra incoronazioni di re, imperatori, tra cui Napoleone (che la restituì alla sua funzione dopo la Rivoluzione Francese), e funerali di capi di Stato. Nonché la beatificazione di Giovanna d’Arco. Un simbolo cattolico della città e del mondo e tra i monumenti più visitati in assoluto in Europa con oltre 12 milioni di visitatori. La chiesa, con la copertura di sostegno in legno di quercia, fu consacrata nel 1163 da Maurice de Sully, l’allora vescovo della città. Chi ha visitato la cattedrale dedicata alla Vergine non può non ricordare il grande organo che sovrasta la navata centrale e le statue che interne ed esterne che sono entrate nella storia dell’arte, della letteratura, del teatro e del cinema. Con 130 metri di lunghezza e 35 di altezza sotto le volte, la chiesa della capitale francese era anche nei numeri una struttura eccezionale. Per portare a termine l’ambizioso progetto fu necessario trasformare l’urbanistica di un intero quartiere. Un quartiere fortemente caratterizzato dalla presenza della cattedrale.

Ha una pianta a croce latina e due torri campanarie, dove si può salire per godere una vista panoramica della città. L’alta guglia, ben 45 metri, fu costruita nel 1860. La struttura ha un matroneo e doppie navate laterali per un totale di cinque navate. Le calotte di proporzioni enorme corrispondono a grandi pareti. Le finestre furono ingrandite perché la cattedrale risultava buia. E chi ha visitato la basilica ricorda che le vetrate di Notre Dame erano quelle originali: quelle a nord con la raffigurazioni di immagini dell’Antico Testamento, quello a sud  Cristo con santi, apostoli e angeli. Un’opera del genere ha avuto una lunga e laboriosa gestazione: la costruzione della facciata occidentale iniziò nel 1200, mentre tra il 1240 e il 1250 furono completate le due torri. Al centro della facciata c’era il magnifico rosone realizzato intorno al 1225, con la statua della Vergine e il Bambino tra due angeli. A destra e a sinistra ci sono le statue di Adamo ed Eva che rimandano al peccato originale. Sotto la balaustra si trova la Galleria dei Re: una fila di 28 statue che rappresentano 28 generazioni di re. Queste statue furono aggiunte alla facciata nella prima metà del XIII secolo, e divennero presto rappresentazioni familiari dei re di Francia. La tradizione fu perpetuata nei secoli: per questo motivo, durante la Rivoluzione Francese le statue furono decapitate e mutilate in quanto viste come simboli del potere. Prima ancora fu danneggiata durante la ribellione degli ugonotti. Fu oggetto di un imponente restauro dall’architetto Viollet-le-Duc. Nel 2013, lo scrittore e storico vicino all’estrema destra Dominique Venner la scelse per il suo scioccante addio: sparandosi un colpo vicino all’altare. Un giovane e ancora sconosciuto Victor Hugo le tributò un romanzo storico, Notre-Dame de Paris che gli diede immediato successo dopo la sua pubblicazione nel 1831. Tutto il mondo da quel momento si innamorò della storia d’amore tra Quasimodo, il gobbo campanaro e la bellissima zingara Esmeralda. E oggi sui social in molti scrivono che Il gobbo avrà salvato dal fuoco la sua amata.

 

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