Il Parlamento algerino ha indicato il capo del Consiglio della Nazione, Abdelkader Bensalah, come capo di Stato ad interim per 90 giorni fino alle elezioni dopo le dimissioni di Abdelaziz Bouteflika. La sua nomina ha scatenato l’immediata protesta degli studenti, scesi in piazza per chiedere la “fine del regime”. La rivolta è stata repressa dalla polizia in assetto antisommossa: gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni ad Algeri e usato cannoni ad acqua per disperdere le manifestazioni nei pressi del tunnel di accesso all’Ateneo della capitale. 

La Costituzione algerina prevede che sia il presidente del Consiglio della nazione algerina (l’equivalente del Senato) a prendere il posto di Bouteflika, che il 2 aprile ha rassegnato le sue dimissioni. Seconda carica dello Stato dopo il presidente della Repubblica, Bensalah resterà in carica come presidente ad interim per un massimo di 90 giorni, ovvero fino a nuove elezioni. Presidente del Senato algerino dal 2002, Bensalah, 77 anni, è da oltre vent’anni parte integrante del regime ed è stato tra i sostenitori della candidatura di Bouteflika a un quinto mandato.

È un esponente del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd), il partito algerino dell’ex primo ministro Ahmed Ouyahia e principale alleato del Fronte di liberazione nazionale. Negli Anni Novanta è stato prima presidente del Consiglio nazionale di transizione, poi presidente del Congresso nazionale popolare dal 1997 al 2002. Quindi è diventato capo del Senato, con un mandato fino al 2021.

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