È uscito dal carcere di Bollate per andare a scontare la pena a casa, Costantino Passerino l’ex direttore finanziario ultrasettantenne della fondazione Maugeri, coimputato per corruzione di Roberto Formigoni. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, accogliendo la richiesta di detenzione domiciliare per motivi di salute e per cui si era espressa favorevolmente la procura generale di Milano. L’ex manager è stato condannato definitivamente a 7 anni e 7 mesi. La Corte d’Appello nei giorni scorsi ha respinto l’istanza di inefficacia dell’ordine di carcerazione di Formigoni per motivi di età.

Passerino, assistito dagli avvocati Angela Maria Odescalchi e Michela Andresano – gli stessi legali che hanno seguito Silvio Berlusconi nella fase dell’affidamento in prova ai servizi sociali – come era accaduto a Formigoni, si era visto respingere dal sostituto procuratore generale Antonio Lamanna la richiesta di sospensione dell’ordine di carcerazione eseguito lo scorso 22 febbraio, il giorno dopo la sentenza con cui la Cassazione ha reso definitiva la condanna per il caso Maugeri-San Raffaele. Dopo di che al magistrato di Sorveglianza Rosanna Calzolari è stata proposta una istanza di detenzione domiciliare per una serie di patologie a rischio di “evoluzione negativa” di cui soffre l’ex direttore finanziario a causa dell’età. Istanza rigettata dal giudice che ha ritenuto non esistesse alcun pericolo di vita imminente anche se ha demandato la decisione finale a un collegio di magistrati di sorveglianza. Collegio che, con il parere favorevole del pg Antonio Lamanna, ha accolto la richiesta, riservandosi però di decidere sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dagli avvocati di Passerino i quali, come quelli di Formigoni, ritengono che la nuova legge ‘spazzacorrotti’ – per la quale essendo il reato di corruzione ostativo anche chi ha compiuto 70 anni va in carcere – non ha effetto retroattivo. Dunque l’ex manager sconterà la pena nella sua casa pavese, a differenza dell’ex governatore della Lombardia – pure lui a Bollate -, che venerdì si è visto respingere dalla Corte d’Appello di Milano la richiesta, proposta nel corso di un incidente di esecuzione, di dichiarare l’inefficacia dell’ordine di carcerazione avendo lui più di 70 anni

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