La Camera dei Comuni ha dato il via libera – per un solo voto, con 313 deputati che si sono espressi a favore e 312 contrari – alla legge per evitare il no deal, che obbliga il governo della premier Theresa May a chiedere una nuova proroga della Brexit oltre la data del 12 aprile. La misura passa ora alla Camera dei Lord per l’approvazione finale. Il testo, che ha superato l’opposizione sia del governo, sia quella dei Brexiters che hanno presentato diversi emendamenti nel tentativo di fermarlo, prevede che, in caso non si raggiunga un nuovo accordo, il governo di Theresa May chieda un’estensione dell’articolo 50 rinviando quindi l’uscita ed evitando il no deal.

A presentare la proposta di legge sono stati il deputato conservatore Oliver Letwin e la deputata laburista Yvette Cooper, che ha spiegato si tratta di impedire un divorzio “caotico” e “dannoso” del Regno Unito dall’Unione europea. L’obiettivo è obbligare May a rinviare la data della separazione, se i deputati non riusciranno a mettersi d’accordo sulla via per la Brexit. Il nuovo rinvio, se la legge sarà approvata da Londra, dovrà poi ricevere l’assenso dei leader dell’Unione europea, mentre un vertice europeo straordinario è previsto il 10 aprile. Il governo ha espresso “delusione”, tramite un portavoce: “La premier ha già definito un processo chiaro con cui possiamo lasciare l’Ue con un accordo, siamo già impegnati a chiedere un nuovo rinvio” ha aggiunto, criticando il carattere vincolante della proposta. Il governo ha affermato infatti che la legge impone “gravi limitazioni” alla sua capacità di negoziare questa estensione prima del 12 aprile, data entro la quale Londra deve o proporre e far accettare alla Ue un nuovo piano o uscire dall’Unione senza accordo.

Anche i più convinti Brexiters hanno accolto con rabbia la proposta Cooper-Letwin, tra cui il deputato euroscettico conservatore Mark Francois che ha parlato di “scandalo costituzionale” e ha citato la Bibbia: “Perdonateli, perché non sanno che cosa fanno”. Il voto è arrivato anche mentre la prima ministra ha incontrato il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, per tentare di trovare un compromesso con cui consentire al Regno Unito di lasciare l’Ue con un accordo sostenuto dalla maggioranza dei deputati.

Il testo negoziato da May e da Bruxelles a fine novembre è stato bocciato tre volte dai deputati, ma il governo non esclude di ripresentarlo al Parlamento, se riterrà di avere sostegno sufficiente per l’approvazione. I portavoce sia di May, sia di Corbyn, hanno parlato di colloqui “costruttivi”, mentre il laburista ha detto che sono stati “utili ma non conclusivi”, precisando che potranno proseguire oggi, giovedì. Il malcontento nelle file Tory si è anche concretizzato in due dimissioni: Chris Heaton-Harris, sottosegretario alla Brexit contrario al rinvio, e Nigel Adams, sottosegretario al Galles, contrario all’apertura a Corbyn. L’Ue, tramite il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha intanto fatto sapere che lavorerà “sino all’ultimo minuto” per evitare il no deal.

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