Martedì mattina, durante il colloquio con il premier Giuseppe Conte, si è limitato ad esprimere preoccupazione per i conti italiani e auspicare che il governo gialloverde faccia di più per la crescita, ma sostenendo che tra Roma e Bruxelles c’è “grande amore”. Nel pomeriggio però, parlando in un’intervista a EuranetPlus citata sul profilo Twitter della radio, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha mollato gli ormeggi e attaccato “alcuni ministri italiani” che, ha detto, “sono dei bugiardi, quando non rivelano le somme destinate all’Italia dall’Unione europea“. Si profila dunque un nuovo scontro dopo la durissima polemica dello scorso autunno, in corrispondenza con la preparazione della legge di Bilancioquando il lussemburghese si era detto convinto che con l’Italia serviva rigore per evitare una crisi simile a quella della Grecia

“Abbiamo dato 130 miliardi all’Italia. Il piano Juncker ha creato investimenti nell’ordine di 63,3 miliardi”, ha detto Juncker. “C’è un italiano, uno solo, che lo sa? No, perché un certo numero di ministri italiani dicono il contrario. Sono dei bugiardi, dei bugiardi”.

Il presunto squilibrio tra contributo italiano all’Ue e fondi ricevuti è stato uno dei cavalli di battaglia del vicepremier Matteo Salvini, fatto proprio anche dall’omologo Luigi Di Maio. Entrambi hanno affermato che l’Italia dà circa 20 miliardi di euro ogni anno ma ne riceve solo 12: ci sarebbe quindi uno squilibrio di 8 miliardi. Nel 2016 in realtà il contributo dell’Italia al bilancio Ue è ammontato a 14,8 miliardi e i fondi Ue assegnati all’Italia sono stati 11,6 miliardi.

 

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