Tra Italia e Bruxelles “è grande amore“, ma non per questo Jean-Claude Juncker ha nascosto le sue preoccupazioni per il fatto che “l’economia italiana continua a regredire“, dopo la crescita negativa per il 2019 prevista dall’Ocse. Il presidente della Commissione europea ha parlato al termine del vertice bilaterale con il premier Giuseppe Conte e, seppure con i toni di “un colloquio cordiale e costruttivo”, ha chiesto al governo di fare qualche sforzo in più per “sostenere la crescita“. L’inquilino di Palazzo Chigi dal canto suo ha ribadito che il Documento di economia e finanza, in arrivo entro il 10 aprile, rispetterà lo “scenario concordato”, anche grazie allo sblocca-cantieri e al decreto crescita che “confidiamo di approvare in settimana”.

Sul tavolo della discussione a Palazzo Chigi ci sono stati sopratutto i conti dell’Italia e dell’intera eurozona. Ma anche il Tav: “Ho informato Juncker che abbiamo avviato questo supplemento di riflessione“, ha spiegato Conte. Il presidente della Commissione Ue non si è sbilanciato: la soluzione è “tecnica“, ha sottolineato, “lascio alla cura di italiani e francesi trovare un accordo“.

Dopo Juncker, Conte ha incontrato il segretario generale dell’Ocse Jose Angel Gurria per commentare i dati contenuti nel rapporto dell’organizzazione che vede l’Italia in recessione per il 2019 e suggerisce di abbandonare Quota 100. L’incontro con Conte è andato “molto bene”, ha raccontato poi Gurria. “Questa è la nostra terza riunione, la prima bilaterale di una visita ufficiale. È durata più di un’ora. Una visita molto produttiva, molto cordiale ma anche molto intensa nella sostanza, importante e utile per noi”, ha detto il segretario generale dell’Ocse. “Il premier continua ad essere critico, questo non è cambiato”, ha aggiunto facendo riferimento alla dura reazione di Conte al rapporto di lunedì. “Ci ha spiegato con molto nel dettaglio la questione del reddito di cittadinanza e la logica di Quota 100, abbiamo parlato della crescita. Nei prossimi 10 giorni Tria presenterà il Def e dopo avremo l’opinione della Commissione europea, dopo le elezioni Ue”, ha concluso Gurria.

Il discorso di Conte
“Sul Def, l’impalcatura fiscale non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione lo scorso dicembre”, ha esordito il premier Conte nelle dichiarazioni a Palazzo Chigi al termine del bilaterale con Juncker. “In settimana confidiamo di approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale”, ha aggiunto, spiegando di aver illustrato a Juncker anche il decreto sblocca-cantieri.

“Abbiamo parlato del rallentamento dell’economia mondiale, di quella che l’intera Eurozona affronta, dovuta alla guerra dei dazi e questo ha significato una significativa battuta di arresto. Per reagire al rallentamento gli Stati membri che hanno maggiore spazio fiscale dovrebbero usarlo“, ha affermato il premier. “Il Governo aveva previsto il rallentamento del debito pubblico – ha proseguito – per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale“.

“Sul Tav – ha aggiunto Connte – ho informato Juncker che abbiamo avviato questo supplemento di riflessione e ho anticipato che abbiamo avviato un percorso con la Francia su questo supplemento di riflessione. L’esito del confronto tra il ministro dei trasporti francese e quello italiano alle infrastrutture verrà condiviso con la commissaria Ue competente”. Il premier ha poi commentato anche i più importanti temi internazionali, a partire dalla Brexit: “Non abbiamo ancora chiarezza sulla posizione del Regno Unito, per questo anche in Italia ci stiamo preparando alla non auspicata prospettiva no deal. Per questo abbiamo approvato uno specifico decreto legge in materia”, ha informato il premier.

Il discorso di Juncker
“Abbiamo avuto un colloquio cordiale e costruttivo come sempre, abbiamo fatto un giro d’orizzonte su tutti i temi”, ha detto Juncker cominciando la sua conferenza stampa. Seppur parlando di “grande amore” tra “Italia e Commissione Ue”, il presidente dell’esecutivo di Bruxelles si è detto “leggermente preoccupato per il fatto che l’economia italiana continua a regredire“. “Auspico – ha aggiunto – che le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica“.

Poi la risposta a Conte sul Tav: “Non è un progetto ideologico, è un progetto tecnico. I ministri italiano e francese parlino e condividano con la commissaria ai trasporti per vedere quale soluzione tecnica può essere adottata. Lascio alla cura di italiani e francesi trovare un accordo“.

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