“Parlo solo con persone sobrie che non fanno paragoni che non stanno né in cielo né in terra”. “Ormai è inadatto al suo ruolo”. Salvini attacca, Di Maio rilancia. Il bersaglio delle accuse dei due vicepremier è Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Ue che ieri durante un discorso a Friburgo, in Germania, aveva detto: “Non vorrei che, dopo essere stati in grado di fronteggiare la crisi della Grecia, finissimo per piombare nella stessa crisi con l’Italia“. Oggi è arrivata la risposta dai massimi rappresentanti di Lega e M5s.

SALVINI ATTACCA JUNCKER DA NAPOLI
Intercettato a Napoli dal programma tv Tagadà in onda su La7, Matteo Salvini ha avuto parole durissime nei confronti di Juncker: “Se qualcuno a Bruxelles straparla e rimpiange un’Italia precaria ed impaurita, magari per poter comprare sottocosto le aziende che sono rimaste in questo paese usando lo spread per intimorire ha detto il vicepremier – ha trovato il ministro ed il governo sbagliato”. “Il presidente della Commissione europea Junker, equiparando l’Italia alla Grecia, fa impazzire lo spread – aveva detto in precedenza il capo del Viminale  – Questa poteva risparmiarsela”. “Prima di aprire bocca dovrebbe bere due bicchieri d’acqua – ha affermato – e smetterla di spargere minacce inesistenti. Oppure gli chiederemo i danni”.

“Con buona pace di Junker e compagni, abbiamo intenzione di investire risorse per la sicurezza”, ha detto ancora Salvini in Prefettura a Napoli per il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Sono risorse che serviranno per “assunzioni straordinarie” per le forze di polizia”. “Nessuno – ha affermato – venga a dire che l’Italia non può investire in sicurezza”. “Junker e compagni possono insultare e minacciare – ha aggiunto – noi proseguiremo su questa strada”. Salvini aveva cominciato in mattinata a mettere nel mirino il capo dell’esecutivo comunitario: “Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread – è l’interrogativa retorica utilizzata dal ministro – con l’obiettivo di attaccare il governo e l’economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell’Italia”.

DI MAIO: “IL PRESIDENTE È ORMAI INADATTO”
Non meno forti, almeno nei toni, le parole utilizzate dall’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Juncker non è adatto a svolgere il ruolo di presidente della Commissione Europea, ormai è evidente” ha scritto il capo politico M5s sul blog delle Stelle, dove poi ha sottolineato: “Come mai tutti si sentono in diritto di fare la morale a noi, che abbiamo stabilito un rapporto deficit/Pil al 2,4% ma non a Paesi che hanno un rapporto deficit Pil al 2,8%?”. In tal senso Di Maio ha citato la Francia e “le continue violazioni dell’export tedesco che da anni e anni viola le regole comuni. Anche in quel caso dalla Commissione solo silenzio”. Il ministro poi ha ripetuto che “la manovra del Popolo deve essere analizzata dal punto di vista economico, e non usata politicamente contro l’unico governo che sta lavorando per i cittadini italiani e non per l’elite europea. Basta speculazioni sul nostro Paese”. Successivamente non sono mancati altri attacchi: “I colpi bassi che arrivano dalla Ue all’Italia per far aumentare artificiosamente lo spread (grazie Moscovici, grazie Juncker) non sono motivati da un ragionamento economico sul Def, ma da meri interessi politici, perché – ha spiegato – il nostro governo non viene digerito dai partiti che sono oggi maggioranza in Parlamento e in Commissione Europea. Ma – ha ricordato – tra pochi mesi ci saranno le elezioni europee“.

COMMISSIONE EUROPEA: “FORSE QUALCHE MALINTESO”
Oggi il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, tornando su quanto detto lunedì da Juncker, ha specificato: “Forse c’è stato qualche malinteso perché ha parlato in tedesco, con una traduzione simultanea in inglese, non so se nel flusso di queste interpretazioni qualche messaggio non sia stato oggetto di malintesi. Comunque il presidente ha detto che una crisi basta e avanza, si riferiva alla Grecia, è importante evitare che situazioni del genere si presentino in altri Stati, se crisi del genere colpissero tutti gli altri Paesi, sottolineo tutti i Paesi, sarebbe la fine dell’Ue”. “Forse alcune interpretazioni sono state un po’ eccessive, ma il messaggio del presidente era un altro”, ha aggiunto.

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