Huawei P30 è il fratello minore del P30 Pro di cui abbiamo pubblicato la prova completa pochi giorni fa. Ha un prezzo di 800 euro circa, contro i 1.000 euro del top di gamma, propone un comparto fotografico di primo livello, anche se non è rivoluzionario come quello della versione Pro, e soddisfa nell’ambito delle prestazioni. La qualità costruttiva è indiscutibile, peccato per la certificazione di impermeabilità che è solo IP53: si può usare sotto alla pioggia, ma se cade in piscina sono guai. Da segnalare poi che per espandere lo spazio di archiviazione bisogna usare schedine proprietarie e non le popolari microSD.

Detto questo, dopo diversi giorni di test possiamo dire che il Huawei P30 offre un’esperienza utente convincente, con poche criticità. Considerando tutto, vale il prezzo richiesto, con l’appunto che chi non ha fretta fra qualche mese potrebbe fare un affare. Seguendo l’andamento storico dei prezzi degli smartphone Android, la quotazione del P30 è destinata ad assestarsi attorno ai 500 euro, e sarà da qual momento che questo prodotto diventerà un best-buy, in grado di combattere alla pari con prodotti come il Mi 9 di Xiaomi e i dispositivi OnePlus, che puntano tutto sul rapporto qualità/prezzo.

Fino a quel momento, il concorrente diretto è il Galaxy S10 di Samsung, con cui condivide una serie di scelte tecniche. I due prodotti sono divisi da una differenza di prezzo minima (130 euro) e accomunati da una strategia aziendale simile: affiancare al modello di punta (P30 Pro da una parte e Galaxy S10+ dall’altra) uno smartphone che possa rappresentarne una valida alternativa, a un prezzo più basso.

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