Una nota ufficiale e un post su Facebook. Così il senatore torinese del Movimento 5 Stelle Alberto Airola ha voluto esprimere la propria solidarietà alla sindaca di Torino Chiara Appendino, a cui ieri è stato fatto recapitare un pacco bomba. I toni delle due comunicazioni del parlamentare grillino, tuttavia, sono profondamente diversi. “Le minacce non fermeranno la sindaca di Torino Chiara Appendino. Evidentemente, l’azione che sta portando avanti per ridare dignità a Torino scontenta qualcuno. Questi atti intimidatori sono vili e vergognosi. Alla sindaca dico di andare avanti, noi siamo al suo fianco” ha scritto Airola nella nota ufficiale. Poi, però, l’esponente pentastellato ha scritto anche sul suo profilo Facebook, usando parole molto meno istituzionali.

“Chi saranno quei o quel miserabile che ha spedito un pacco bomba a Chiara Appendino? – ha postato Airola – Che si nascondono dietro un falso e significativo mittente ma non hanno il coraggio di metterci la faccia? Prima che finisca o finiscano a marcire in carcere, perché li beccheranno, questo è certo – ha aggiunto – Facciano un salto a casa mia che glielo faccio ingoiare il loro cazzo di pacco. Io il coraggio di guardarlo/vi in faccia ce l’ho, tu o voi nn ce l’avete perché siete nati pavidi e vigliacchi”. Airola, poi, ha continuato: “E se invece non fosse così, fatevi vivi se avete gli attributi, conigli. PS Sbaglia/te sempre obiettivo. Non capite proprio nulla di Istituzioni. Siete troppo ignoranti per fare i bombaroli. Quelli bravi di una volta – ha concluso – sapevano chi colpire e pagavano di persona, evidentemente di gente così, non ce n’è più. È rimasta la feccia peggiore“.

Parole che hanno provocato l’immediata reazione degli oppositori del Movimento 5 Stelle. “Il M5S prenda immediatamente le distanze dal delirio scritto ieri sera dal senatore Airola sulla sua pagina Facebook” ha chiesto il senatore Pd Mauro Laus, secondo cui “in una città che ha pagato un prezzo pesantissimo al terrorismo come Torino, le parole di Airola sono di una gravità inaudita. Ribadiamo la nostra totale solidarietà umana e politica alla sindaca, ma aspettiamo che i 5 stelle si dissocino dalle gravi affermazioni di Airola”. Il senatore del Movimento 5 Stelle, poi, ha deciso di tagliare l’ultima frase del suo post, perché – a suo dire – “è stata fraintesa e poteva offendere qualcuno”. A distanza di qualche ora, infine, sono arrivare le scuse ufficiali. “La notizia del pacco bomba recapitato a Chiara Appendino mi ha riempito di rabbia e indignazione – ha detto Airola – Si tratta dell’ennesimo atto vile commesso da individui violenti e senza dignità ai danni dei miei concittadini e di un’amministrazione onesta e coraggiosa che agisce nel loro unico interesse. Per questo, ho scritto d’impeto parole di accusa agli aggressori comunque inopportune – ha sottolineato il senatore grillino – Di questo mi scuso. Quello che volevo dire è che ammantarsi dell’identità storica anarchica e dei suoi riferimenti culturali per coprire sotto una presunta emulazione un banale quanto vigliacco atto di violenza è patetico e gravissimo“.

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