No ai respingimenti collettivi e a nuovi spazi “per i mercanti di carne umana“. Parlando alla Caritas di Rabat, in Marocco, dove ha incontrato 60 migranti scelti per rappresentare i circa 100mila che si stima vivano oggi nel Paese, Papa Francesco ha affrontato il tema dei flussi migratori.

Ricordando il Patto mondiale per una migrazione sicura, il Global Compact for migration, ratificato a Marrakech, Bergoglio ha ricordato che “l’ampliamento dei canali migratori regolari è di fatto uno degli obiettivi principali del Patto. Questo impegno comune è necessario per non accordare nuovi spazi ai ‘mercanti di carne umana’ che speculano sui sogni e sui bisogni dei migranti. Finché questo impegno non sarà pienamente realizzato, si dovrà affrontare la pressante realtà dei flussi irregolari con giustizia, solidarietà e misericordia. Le forme di espulsione collettiva, che non permettono una corretta gestione dei casi particolari, non devono essere accettate“, ha detto il pontefice a tre giorni dal caso del mercantile si chiama El Hiblu I, dirottato da alcuni migranti soccorsi in mare mentre faceva rotta verso la Libia. “D’altra parte – ha aggiunto il capo della Chiesa – i percorsi di regolarizzazione straordinari, soprattutto nei casi di famiglie e di minori, devono essere incoraggiati e semplificati”.

“Promuovere – ha spiegato il Papa – significa assicurare a tutti, migranti e locali, la possibilità di trovare un ambiente sicuro dove realizzarsi integralmente. Tale promozione comincia col riconoscimento che nessuno è uno scarto umano, ma è portatore di una ricchezza personale, culturale e professionale che può recare molto valore là dove si trova. Le società di accoglienza ne saranno arricchite se sanno valorizzare al meglio il contributo dei migranti, prevenendo ogni tipo di discriminazione e ogni sentimento xenofobo“.

“La promozione umana dei migranti e delle loro famiglie inizia anche dalle comunità di origine, là dove dev’essere garantito, insieme al diritto di emigrare, anche quello di non essere costretti a emigrare, cioè il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una vita degna”, ha proseguito Francesco. “Apprezzo e incoraggio gli sforzi dei programmi di cooperazione internazionale e di sviluppo transnazionale svincolati da interessi di parte, in cui i migranti sono coinvolti come i principali protagonisti”, ha aggiunto il pontefice.

Che aveva già espresso il concetto in un discorso tenuto dinanzi ai parteciparti al forum internazionale “Migrazioni e pace” il 21 febbraio 2017: “La promozione umana dei migranti e delle loro famiglie comincia dalle comunità di origine, là dove deve essere garantito, assieme al diritto di potere migrare, anche il diritto di non dover emigrare, ossia il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una dignitosa realizzazione dell’esistenza”, aveva detto Francesco.

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