Il consiglio d’amministrazione della Rai ha approvato a maggioranza il piano industriale presentato dall’amministratore delegato Fabrizio Salini. Cinque i voti a favore e due contro il piano 2019-2021, che – come recita una nota di viale Mazzini – “pone al centro i contenuti e le esigenze degli utenti, colmando il gap digitale accumulato rispetto al settore e venendo incontro agli obblighi del contratto di servizio”. Contro il piano industriale hanno votato i consiglieri Rita Borioni, in quota Pd, e Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti: erano ampiamente annunciati.

L’incontro Salini-Salvini – L’approvazione del piano arriva quando non si sono ancora placate le polemiche sull’incontro tra Salini e Matteo Salvini. Un summit proprio alla vigilia della presentazione del piano industriale e durante il quale avrebbero partecipato anche Luigi Di Maio e il presidente della Rai, Marcello Foa. Una notizia diffusa dal quotidiano Repubblica, non smentita da viale Mazzini e che ha scatenato l’Usigrai. “Nessuna smentita. Evidentemente è andata così. L’amministratore delegato della Rai, con i poteri più ampi della storia del servizio pubblico, si fa convocare dal ministro dell’Interno alla vigilia del Piano industriale. Un fatto senza precedenti. Se il silenzio dell’azienda è imbarazzante, quello delle autorità di garanzia e di vigilanza è assordante. Non si capisce, infatti, come nessuno abbia chiesto conto di questo palese atto di subordinazione al governo, violando i requisiti di autonomia e indipendenza previsti per i vertici di Viale Mazzini”, dice il sindacato dei giornalisti. Fonti della Lega, invece, fanno sapere che Salvini sarebbe intervenuto per chiedere di accelerare sulle nomine alle vicedirezioni delle reti già nella prossima riunione del cda, perché le ritiene decisive per il rinnovamento dei palinsesti.

La nuova newsroom – Qualche polemica ha suscitato anche il nuovo piano industriale, che in pratica la nascita di nove direzioni “orizzontali” di contenuto: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Sul fronte informazione, il piano prevede di mantenere autonomi i brand di punta dell’informazione Rai, cioè il Tg1, il Tg2 e il Tg3  crea una nuova testata testata multipiattaforma sul fronte all news: sotto la stessa newsroom, dunque, saranno integrati Rainews, rainews.it, Tgr e Televideo.

Il canale in inglese – Il piano introduce anche un “canale istituzionale, per avvicinare cittadini e istituzioni, promuovendo la conoscenza delle stesse tramite un palinsesto dedicato”. Via libera anche al canale in lingua inglese, con un palinsesto basato su “produzioni originali, contenuti provenienti da archivi Rai, spazi informativi e eccellenze cinematografiche italiane sotto-titolate”.  Il canale sarà prodotto e distribuito da Raicom.  Un punto, quest’ultimo, che aveva scatenato lo scontro: la piattaforma in inglese secondo il contratto di servizio va finanziata solo con il canone e invece finisce in una consociata commerciale. Che è guidata dallo stesso presidente Foa.

Borioni e Laganà votano contro – “Manca trasparenza nel piano industriale anche sulla realizzazione del canale in inglese”, aveva detto Riccardo Laganà, consigliere d’amministrazione eletto dai dipendenti prima di entrare in cda. In una lettera inviata questa mattina al cda di Viale Mazzini, al ministero dell’Economia, al Mise e alla commissione di Vigilanza, il consigliere eletto dai dipendenti ricorda che “il piano industriale prevede una notevole quantità di risorse pubbliche per l’ottemperanza all’obbligo specifico di servizio pubblico volto alla realizzazione del canale in inglese. Se tali risorse venissero trasferite alla controllata Rai Com, sull’approvazione del piano graverebbero forti dubbi non solo quanto al rispetto del contratto di servizio, ma anche sul doppio ruolo dei consiglieri Rai con incarichi di amministratore in Rai Com: il presidente Marcello Foa e il consigliere Igor De Biasio, ndr)”. “Sono convinta che questi punti debbano essere sciolti prima di procedere nella discussione di oggi in Cda. Ricordo anche che avevo già sottolineato, al momento delle nomine a Rai Com, che si sarebbero potute presentare situazioni di conflitto tra le cariche nella casa madre e quelle in Rai Com”, dice Rita Borioni, consigliere in quota Pd.  Mentre il sindacato dei giornalisti della tv pubblica attacca il doppio incarico di Foa: “È di tutta evidenza che se il canale è un obbligo specifico di Servizio Pubblico deve essere finanziato dal canone e non può essere affidato ad un ramo commerciale. Allo stesso modo è urgente un chiarimento sui potenziali conflitti di interessi”.

Il comunicato di viale Mazzini – Nella riunione del consiglio, presieduto da Marcello Foa, l’ad Fabrizio Salini “ha illustrato ai consiglieri di amministrazione e al collegio sindacale le principali linee d’azione del piano, che tiene conto del processo di digitalizzazione dei media, del mutato scenario competitivo e dell’evoluzione delle abitudini di consumo degli utenti, in particolare delle giovani generazioni, alla luce di una moderna interpretazione del ruolo di servizio pubblico”, spiega la nota della Rai. “Tra gli obiettivi del piano, l’elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un’organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva – spiega ancora il comunicato – si vanno a costituire le direzioni “orizzontali”: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Le direzioni di contenuto definiranno l’offerta nell’ambito del proprio genere, ottimizzando l’impiego di risorse in base all’evoluzione della domanda degli utenti e al fabbisogno delle diverse piattaforme, in ottemperanza alle previsioni del contratto di servizio e alla tutela dell’identità culturale del Paese. Le reti saranno organizzate sotto la Direzione distribuzione, che avrà il compito di indirizzare, coordinare e armonizzare la programmazione complessiva. Come previsto dal Contratto di servizio, l’offerta sarà ampliata attraverso un canale in lingua inglese, con un palinsesto basato su produzioni originali, contenuti provenienti da archivi Rai, spazi informativi e eccellenze cinematografiche italiane sotto-titolate. Il canale in inglese sarà prodotto e distribuito da Raicom. Il Piano – spiega ancora la nota – introduce inoltre un canale istituzionale, allo scopo di avvicinare cittadini e istituzioni, promuovendo la conoscenza delle stesse tramite un palinsesto dedicato. All’interno della strategia multipiattaforma, sarà potenziato e valorizzato il ruolo della radio e la relativa offerta, attraverso un’attenta definizione dei target per una fruizione autenticamente multimediale”.  Per quanto concerne l’informazione, il Piano “prevede di mantenere i brand di punta dell’informazione Rai e di potenziare il Polo all news con la creazione di una testata multipiattaforma che integri Rainews, rainews.it, TGR e Televideo. Il Piano è improntato alla promozione e al rafforzamento del pluralismo e della coesione sociale”.

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