Sopra i resti archeologici, invece del Parco l’immondizia selvaggia. Talmente tanto da essere finita sotto sequestro. Accade a Roma, nel IV municipio, dove si trova un grande rettangolo di terreno non edificato, a fianco dell’A24, tra il viadotto della Serenissima e Casal Bertone. Circa 40mila metri quadrati in abbandono, da anni. Occupati “da una ventina di baracche e da una grande quantità di elettrodomestici, calcinacci, materiali da cantiere e masserizie: una vera e propria discarica abusiva, composta da circa 500 metri cubi di rifiuti”, come recita un comunicato della Polizia Locale di Roma Capitale, che nelle scorse settimane ha posto l’area sotto sequestro, dopo aver provveduto alla demolizioni delle baracche.

“Dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini e il decoro dei territori; non è più tollerabile il sistema del traffico dei rifiuti”, ha detto Roberta Della Casa, Presidente del locale municipio. “Quello che dovrebbe essere un parco pubblico con tanto di pista ciclabile è invece un’area invasa da rifiuti”, le ha fatto eco su Facebook il sindaco Virginia Raggi. Secondo il Piano Particolareggiato Comprensorio Tiburtino, approvato con Delibera della Giunta Regionale del Lazio del febbraio 2002, nell’area occupata dalla discarica avrebbe dovuto esserci almeno parte del grande Parco, esteso sul lato opposto della A24. Ma si tratta di molto più di una semplice area a verde. Un parco archeologico, inserito alle “Opere di mitigazione dell’impatto socio-ambientale della realizzazione e dell’esercizio della linea AV/AC nel Comune di Roma”, come prevede l’Accordo tra il Comune di Roma e TAV spa, siglato nel febbraio 2005.

Durante i lavori per la realizzazione della linea ferroviaria alta velocità Roma-Napoli e del contestuale raddoppio della linea Roma-Guidonia, a partire dalla fine degli anni Novanta, nell’area venne infatti individuato un lungo tratto del tracciato basolato dell’antica via Collatina, ma anche una necropoli romana, costituita da almeno 2200 sepolture, databili dalla tarda età repubblicana al IV secolo d.C. La Soprintendenza archeologica di Roma lavora per anni in quel rettangolo di quasi quattro ettari, individuando  resti di tombe in opera reticolata, sarcofagi in terracotta e in marmo, mausolei, colombari, cippi funerari con iscrizioni, oltre ad una enorme quantità di materiali di ogni tipo. “L’area dovrà essere vincolata per diventare un parco archeologico in questo suburbio miracolosamente scampato al cemento dell’urbanizzazione selvaggia partita negli anni ’60”, sostenevano a marzo 1998 Anna Buccellato e Paola Di Manzano ispettrici della Soprintendenza. “Il tratto di strada romana e la attigua necropoli costituiscono un nuovo polo archeologico della città. Esso ha un valore rilevante anche sul piano scientifico, trattandosi di testimonianze significative del suburbio romano e pre-romano”, affermava a gennaio 2003 Stefano Musco, un altro ispettore.

Invece niente. A distanza di più di venti anni dalle scoperte il Parco non esiste. I resti dei sepolcri sono visibili a malapena, tra rifiuti e vegetazione spontanea. I basoli della strada sono stati smontati e accuratamente catalogati, in previsione di una sua ricostruzione sul posto. Che ancora non c’è stata. Lo Stato sembra essersi dimenticato de “la più grande necropoli imperiale nota a Roma”. Le scoperte non risultano registrate negli elaborati del piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio e, circostanza anche peggiore, sull’area non è stato apposto alcun vincolo di tutela, nonostante gli appelli di Italia Nostra e Wwf.

Nel frattempo RFI, che è subentrata a TAV nell’esercizio della linea ferroviaria, ha proposto al Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma la cessione delle aree di sua proprietà, insieme ad una cifra pari a 6,3 milioni di euro. In questo modo sarebbe il Dipartimento a doversi occupare della realizzazione del Parco archeologico. La mozione è stata approvata dal Consiglio Comunale ad aprile 2017, ma l’attesa prosegue. Intanto al posto del Parco archeologico c’è una discarica, che copre tutto. Anche “la più grande necropoli imperiale nota a Roma”.

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