Il ‘Reddito di Cittadinanza’ e ‘Quota100‘ sono i provvedimenti che il governo M5s-Lega ha varato per il mondo del lavoro e per i pensionamenti. Eppure dalla piazza di Roma, dove Cgil, Cisl e Uil, hanno manifestato i due provvedimenti bandiera giallo-verdi sono bocciati. Senza appello. “Non sono sufficienti per rilanciare il Paese, c’è bisogno d’investimenti e di ridurre le tasse ai lavoratori”, “meglio interventi sulle infrastrutture per rilanciare il lavoro”, affermano i manifestanti. Reddito di cittadinanza? “No all’assistenzialismo”; “Sono soldi buttati al vento”, “noi vogliamo lavoro”.

Giovani, famiglie e pensionati in piazza contro l’autonomia differenziata annunciata dal governo, chiedono più politiche per i giovani; i docenti precari terza fascia protestano per ricordare al governo “la loro promessa di stabilizzarci, che hanno già disatteso nella legge di bilancio, altrimenti li bocceremo alle prossime elezioni”. Un medico, sceso in piazza con tutta la famiglia, ci dice: “Io sono dalla parte di chi rispetta gli essere umani”. Folta la presenza di lavoratori stranieri: “Dobbiamo valere come tutti gli altri”. I pensionati siciliani dicono sia al Tav Torino-Lione, ma “bisogna fare tutte le infrastrutture, non solo quelle che interessano alla Lega e che non interessano ai 5 Stelle. L’Italia va sviluppata tutta, da nord al sud, soprattutto la Sicilia che è arretrata”. Quota 100? “Ci sarà un esodo che creerà, adempio nel mondo della scuola, molti problemi”, “sarebbe positivo se accanto ad esso si aprissero i canali di assunzione, sbloccando i concorsi”; “è un provvedimento limitato”, “è una misura parziale, ci aspettavamo di più”, “penalizza le donne”, “taglia fuori precari. Si doveva fare meglio”