“C’è un orgoglio personale nel poter parlare di Festival, di canzoni, di musica. Un po’ meno delle altre cose che nel Festival ci si infilano come i cavoli a merenda. Faccio da parafulmine su polemiche e su ogni tipo di sciacallaggio che si fa attorno al Festival”: Claudio Baglioni risponde così, all’indomani della prima puntata del Festival di Sanremo, alle polemiche su presunti conflitti di interessi, sulle opinioni riguardanti i migranti e su tutto il resto che è stato detto e scritto in questi giorni.

Ora l’attenzione si è riversata sullo show (e i relativi ascolti, leggermente inferiori rispetto al debutto di un anno fa). “Quest’anno mi pare che siamo partiti abbastanza bene, non starei a misurare i mezzi punti. Siamo soddisfatti, anche se qualunque manifestazione ha bisogno di rodaggio. L’obiettivo del popolar-nazionale è stato raggiunto”, ha aggiunto durante la conferenza stampa. “Le tensioni secondo me servono a lavorare, quando ci si chiude nel teatro per le prove poi non si pensa che a quello. Io non ho subito nulla, al di là di qualche dispiacere. Io mi sento responsabile di questo Festival e non vorrei che nessun personalismo sulle polemiche in cui mi tirano dentro andasse a danno di Sanremo”.

Sono arrivati anche i mea culpa da parte dei suoi bracci destri sul palco. Virginia Raffaele ha detto che il suo mestiere è un altro, non quello della conduttrice, ma che cercherà di “sbalzamarsi” nel corso delle serate. Claudio Bisio chiede invece agli autori di lasciarli più a briglia sciolta (“Meno cose scritte abbiamo e meglio è”).

Entrambi, poi, hanno riso delle relative gaffe. La Raffaele ha salutato i Casamonica, scatenando la polemiche. “Non c’è Sanremo senza gaffe”, dice lei. “Lei ha salutato i Casamonica, io Bocelli… Da quel momento mi sono sciolto. “‘Peggio di così non posso fare‘, mi sono detto”, ha replicato Bisio. “Da ora in poi non salutiamo più nessuno”.

Infine è stata data una spiegazione al perché l’esibizione di Patty Pravo e Briga è iniziata in ritardo di 3-4 minuti: “Il pianista ha avuto un bisogno impellente. Capite da cosa può essere fermato il Festival? Dalla pipì del pianista”. Una cosa del genere non si era mai vista. Ma anche questo è Sanremo.

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