Il demografo Gian Carlo Blangiardo è stato nominato ufficialmente presidente dell’Istat. Il consiglio dei ministri ha deliberato la nomina giovedì pomeriggio su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e visto il parere favorevole espresso dalle commissioni di Camera e Senato. Lo stesso cdm su proposta del ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha nominato per un triennio il professor Domenico Parisi, docente di sociologia alla Mississippi State University,  alla presidenza dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che avrà un ruolo cruciale nella gestione del reddito di cittadinanza.

La nomina di Blangiardo, professore ordinario all’università Bicocca di Milano, attendeva da mesi il via libera politico. Il suo nome infatti circolava da quest’estate. Sono passati mesi tra stop and go e polemiche sulla sua vicinanza alla Lega. Il via libera è arrivato con il sì delle commissioni affari costituzionali per il quale sono stati determinanti i voti di Forza Italia, che si è unita alla maggioranza. Una mossa che il sindacato della conoscenza, l’Flc Cgil, giudica come un “atto di forza del Governo contro il mondo della ricerca pubblica”. La sigla ha espresso malcontento per una scelta “criticata già nei mesi scorsi da più parti”, sia per “l’esposizione politica di Blangiardo al fianco della Lega” che per “la sua esposizione mediatica su alcuni argomenti come lo Ius soli, la legge 194 o il tema dell’immigrazione“.

Se il nome di Blangiardo era già uscito a luglio, la proposta in cdm avanzata dalla ministra Bongiorno era arrivata solo a novembre. La candidatura secca infatti ha lasciato il posto alla presentazione delle manifestazioni di interesse. Dopo di che il professore è stato ascoltato in audizione dalle camere a inizio dicembre. In quell’occasione ha sostenuto che sull’immigrazione “talvolta è mancata dal dibattito una lettura onesta dei dati“, aggiungendo di ritenere “imbarazzante che mi venga dato del razzista quando ho due nipoti di colore e la tessera dell’Arci”. Quanto alla legge 194, Blangiardo che è anche molto vicino ad ambienti di Comunione e liberazione (qui l’intervista a ilfatto.it dal Meeting di Cl) ha detto di non pensare “Èassolutamente che si debba abolire”, ha chiarito, ma “a me piacerebbe che le donne non debbano abortire”.

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