Le commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato hanno votato parere favorevole alla proposta di nomina di Gian Carlo Blangiardo alla presidenza dell’Istat. I voti a Montecitorio sono stati 18 a favore, 5 contrari e un astenuto. Determinante la decisione di Forza Italia di votare sì, dato che il quorum richiesto era dei due terzi. Anche a Palazzo Madama, gli azzurri hanno votato con la maggioranza, contribuendo al via libera con 33 voti a favore sui 47 componenti la Commissione. “Quando serve, M5S-Lega aggiungono anche Forza Italia, come ruota di scorta. Come successe per eleggere Foa alla Rai”, dice il senatore Pd Alan Ferrari, dell’ufficio di presidenza del gruppo dem a Palazzo Madama.

A dicembre Blangiardo, candidato in quota Lega, si era presentato di fronte alle commissioni e aveva risposto alle contestazioni delle opposizioni che mettevano in dubbio la sua terzietà affermando tra l’altro che “sui dati dell’immigrazione è mancata una lettura onestà” e rivendicando di avere “due nipoti di colore e una tessera Arci“. E sulla legge 194, contro cui si è espresso più volte: “A me piacerebbe che le donne non dovessero abortire”. La nomina di Blangiardo dovrà ora andare in consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Tra chi contesta la sua nomina ci sono le rsu dei lavoratori dell’Istat, che hanno lanciato anche una petizione: sono oltre 2.700 le firme raccolte, tra le quali – come spiegavano negli scorsi giorni gli stessi rappresentanti dei lavoratori – ci sono quelle di “professori di statistica ed esponenti autorevoli della comunità accademica, ricercatori dell’Istituto di Statistica Svizzero e dell’Ined, rappresentanti sindacali di sigle diverse del settore della ricerca, lavoratrici e lavoratori”. Tutti – denunciavano le rsu – sono “preoccupati dei rischi di una nomina eccessivamente orientata che potrebbe minare l’autorevolezza e l’indipendenza” dell’istituto.