Si chiama Mimmo Parisi ed è un cervello in fuga di Ostuni emigrato negli Stati Uniti nel 1992. E dopo un master in Pennsylvania da anni insegna Sociologia alla Mississippi State University, oltre a essere presidente del National Strategic Planning & Analysis Research Center. E a lui toccherà studiare come gestire il collocamento, tra gli aspetti più problematici della riforma dei centri per l’impiego voluta da Luigi Di Maio. Il ministro ha postato su Instagram un foto insieme al professore italiano, che è stato “agganciato” dal suo staff, scrive Repubblica, a un convegno alla Sapienza a Roma. “Mai visto né sentito – spiega il prof al quotidiano riferendosi al vicepremier M5s – è stato un incontro improvviso, un onore. Qualcuno deve averlo avvertito del grandissimo successo dei centri per l’impiego in Mississippi“.

 

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Quello nella foto accanto è Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. È il direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center e si occupa dei centri per l’impiego degli Stati Uniti, che sono un modello di efficienza. Ci darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego dell’Italia. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri. Abbiamo un miliardo e mezzo da investire per questa missione. Grazie al Reddito di Cittadinanza, inserito nella Manovra del Popolo, e ai nuovi centri per l’impiego reintrodurremo e avvieremo al lavoro milioni di italiani. Sono entusiasta perché stiamo facendo quello che abbiamo promesso in campagna elettorale a dispetto di chi diceva era impossibile!

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Nel post su Instagram, infatti, Di Maio spiega che Parisi “ci darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego dell’Italia. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri. Abbiamo un miliardo e mezzo da investire per questa missione. Grazie al Reddito di Cittadinanza, inserito nella Manovra del Popolo, e ai nuovi centri per l’impiego reintrodurremo e avvieremo al lavoro milioni di italiani”.

Il prof di sociologia, sempre a Repubblica spiega di avere “collegato imprenditori e lavoratori in tempo reale, portando la disoccupazione dal 6,5% al 4,8%” nello Stato più piccolo (3 milioni di abitanti) e più povero degli Stati Uniti. Al momento, continua, “non so bene quale ruolo avrò in Italia. Il ministro mi ha detto che nei prossimi due mesi studierà una modalità di collaborazione. C’è il mio impegno a tornare”. E nel frattempo assicura di essersi informato sul reddito ci cittadinanza, che in Usa “esiste sotto altre forme, può essere cash o in carta di debito per fare la spesa”. Ma specifica che è “temporaneo, non deve creare dipendenza. Ciò che conta è formarsi per trovare un lavoro”. Perché, conclude parlando a Repubblica, “non basta trovare un posto. Il lavoro senza carriera non dà mobilità sociale”.