Ong? E’ gente che non vuole andare a lavorare e che pensa che sia noioso stare in un ufficio o in una banca. Poi queste persone entrano in una Ong e fanno quello che vogliono. Talvolta salvano qualcuno, altre volte no, altre volte ancora vanno a spasso o a mangiare pesce in trattoria“. Sono le parole del politologo americano Edward Luttwak, intervenuto a La Zanzara (Radio24), sul caso Sea Watch e sulla gestione dell’immigrazione.

Poi attacca il fondatore di Emergency, Gino Strada: “In Italia ci sono persone che sono in estrema povertà, in estremo disagio e in estremo pericolo, ma Strada non è mai andato da loro. E’ andato in Afghanistan. Se tu vai a Palmi o a Canicattì o a Voghera, la stampa non ti segue, devi andare in Afghanistan perché in Calabria non è chic. Fanno i protagonisti. Come mai non esiste un Gino Strada inglese o francese o americano? Perché in questi Paesi la terza volta che parli abbronzato in televisione sotto le luci ti dicono: ‘Vai a lavorare, guadagna e paga le tasse’. Lo puoi fare tre volte non di più”.

E rincara: “Gli intellettuali italiani sui migranti? Ci sono 15 milioni di persone solo in Africa occidentale e sono smaniose di arrivare qui. Se questi intellettuali vogliono fare qualcosa, facciano un partito per convincere i loro concittadini che l’Italia deve far parte dell’Africa. Oppure con l’Alitalia nazionalizzata organizzino un ponte aereo per portare qui milioni di persone”.

Scudisciata finale di Luttwak, da sempre ammiratore di Matteo Salvini, contro il M5s: “I 5 Stelle rappresentano tutto, da quelli che dicono che gli ebrei controllano le banche a quelli a favore di Trump. Contengono di tutto, è un minestrone immangiabile dove c’è qualsiasi cosa, roba verde, tutti i legumi e anche i topi. Il reddito di cittadinanza? Si applicherà a gente che sta a casa a mangiare il minestrone della mamma. Questo provvedimento è, quindi, disastroso, perché rende difficile il passaggio in cui uno lascia il minestrone della mamma e si avventura a cercarsi un lavoro. In più, i 5 Stelle sono a favore di Maduro, quindi dei dittatori”.

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