“Vogliamo aumentare la nostra competitività in tutti i settori in modo da finanziare l’espansione della nostra leadership tecnologica e quindi il futuro della nostra società”: è questo l’obiettivo di Bosch secondo Stefan Asenkerschbaumer, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione e CFO. Parole pronunciate alla presentazione dei dati di bilancio preliminari che, nel 2018, hanno raggiunto un nuovo record storico per il gruppo di Stoccarda: un fatturato di 77,9 miliardi di euro – ottenuto anche grazie agli investimenti sulla connettività – per una vendita dei prodotti del 37% superiore rispetto al 2017.

Per il futuro, quindi, il colosso della componentistica tedesco è pronto a concentrare tutte le proprie risorse in due direzioni: guida autonoma e mobilità elettrica. Riguardo la prima, per i prossimi dieci anni gli analisti hanno previsto un volume di vendita dei software e dell’hardware che si aggirerà attorno ai 60 miliardi di dollari: per la guida autonoma – che vede già un dispiegamento di forze “ingegneristiche” di 4.000 specialisti – Bosch prevede da qui al 2022, un investimento di 4 miliardi di euro, la metà già destinati da questo anno allo sviluppo dei sistemi di assistenza.

Sul fronte della mobilità elettrica, invece, Bosch punta a diventare “leader nel mercato di massa”, con 30 progetti portati a termine nel 2018 e una partnership da poco saldata con la cinese NIO, azienda di auto a zero emissioni. Nel corso di questo anno, poi, avrà inizio anche la produzione di serie di eAxle, sistema di propulsione integrato per veicoli elettrici, così come sarà potenziato anche l’aspetto del trasporto merci, con cargo bike con motori da 36 Volt e motori fuel cell per autocarri da 40 tonnellate.

Quella di Bosch vuole essere una rivoluzione progressiva ma capillare, dove guida autonoma e connettività verranno integrati dall’intelligenza artificiale, per la quale l’azienda tedesca sta lavorando a ben 150 progetti. L’ultimo si chiama SoundSee ed è un sistema di sensori che, tramite un algoritmo, riesce a “percepire” e individuare con anticipo eventuali problematiche dell’auto, così da evitare sorprese e ridurre inutili costi di manutenzione: un progetto che a metà anno verrà impiegato anche nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

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