L’accordo era nell’aria, come riportato dal Fatto Quotidiano, ed è stato chiuso nella notte. La contesa tra Maurizio Landini e Vincenzo Colla per la guida della Cgil è stata chiusa con il classico accordo di vertice: Landini sarà segretario e Colla suo vice affiancato da un’altra componente dell’attuale segreteria, Gianna Fracassi. Colla, la cui area è oggi presente in segreteria con due componenti, ottiene anche l’ingresso di un altro rappresentante delle sue posizioni, il segretario dei Chimici, Emilio Miceli, che durante il congresso si è distinto per le critiche a Landini. Per chiudere la contesa Colla aveva chiesto per la sua area l’incarico di responsabile organizzativo trovando il secco di no di Landini che oltre a ereditare interamente il gruppo dirigente scelto da Susanna Camusso si sarebbe trovato privo anche della leva organizzativa.

L’altra richiesta, invece, quella di avere tre membri in segreteria, tutti uomini, è stata invece accolta senza insistere su una composizione di genere più adeguata. L’ultimo a ricoprirlo era stato Guglielmo Epifani accanto a Sergio Cofferati e il vicesegretario aggiunto era la soluzione che la Cgil aveva trovato per far convivere la componente comunista e quella socialista. Niente a vedere con quei tempi, oggi si tratta di altra levatura, ma la proposta avrebbe il merito, se accettata, di sbloccare la situazione. Ma resta sul tavolo anche l’ipotesi di un incarico di rilievo, forse alle relazioni internazionali, per la stessa Camusso. Il nuovo segretario, Maurizio Landini, che sarà eletto domani dall’Assemblea nazionale, a sua volta frutto del voto dei delegati al congresso, che si terrà stasera, realizza un obiettivo che sembrava impossibile fino a qualche mese fa: la guida del sindacato che è stato di Giuseppe Di Vittorio, Luciano Lama, Bruno Trentin, Sergio Cofferati.

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