La Germania, stando ai dati preliminari dell’Ufficio federale di statistica Destatis, ha registrato una lieve crescita nel quarto trimestre dopo il pil negativo nel terzo. L’economia tedesca ha dunque evitato la recessione tecnica temuta alla luce del crollo della produzione industriale registrato a novembre. Destatis non ha fornito cifre, ma anche se gli indicatori economici di dicembre non sono ancora noti l’ufficio statistico si aspetta una ripresa della crescita dopo il calo dello 0,2% del terzo trimestre. La stima sulla crescita nell’intero 2018 è dell’1,5% contro il 2,5% dell’anno precedente: è il tasso più basso da cinque anni a questa parte. Il dato è in linea con le previsioni.

Dopo gli anni di boom, la locomotiva tedesca dunque rallenta – nel 2017 e nel 2016 il Pil era al 2,2% – anche se il dato conferma una crescita positiva per la nona volta di seguito dal 2010. A peggiorare e prospettive, secondo quanto segnalato da tutti gli istituti economici che hanno tagliato le stime di crescita anche per l’anno prossimo, pesano fra l’altro il conflitto commerciale con gli Usa, le difficoltà dell’industria dell’auto, le incertezze legate alla Brexit.

Nel 2018, la congiuntura è stata comunque sostenuta soprattutto dal consumo interno. A questo si aggiunge l’aumento degli investimenti delle imprese in macchinari e il boom edilizio. Più fiacco l’export, messo alla prova soprattutto dallo scontro con gli Usa e dai nuovi standard sui gas di scarico, che hanno intralciato l’industria dell’auto, costretta ad adattamenti: un elemento che ha pesato soprattutto nell’ultimo trimestre.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Banche, Mps perde il 10% in Borsa dopo la richiesta Bce di azzerare i crediti deteriorati entro il 2026

prev
Articolo Successivo

Cina, a dicembre esportazioni a -4,4%: è il maggior calo da due anni. Giù del 7,6% anche l’import

next