Dl Sicurezza? Chiariamo: questa roba nel contratto di governo non c’è, né è presente la questione sui porti. Anzi, nel contratto si parla di rimpatri, cosa che non è stata per niente affrontata, e di accorciamento delle procedura di riconoscimento della richiesta d’asilo. E invece il dl sicurezza la allunga“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dalla senatrice del M5s, Elena Fattori, che ribadisce: “Il decreto sicurezza non ha nulla a che vedere col contratto di governo. Che ci potesse essere una contrapposizione di idee tra M5s e Lega era chiaro, ma cedere totalmente alla politica più becera e xenofoba di Salvini non me l’aspettavo assolutamente, altrimenti non avrei dato la mia fiducia a questo governo. Se poi ognuno va per la sua strada, non si tratta più di un contratto, ma di una divisione dei poteri, dove peraltro il Parlamento non è affatto coinvolto”.

Fattori poi parla delle sue posizioni critiche all’interno del M5s: “Non sono una dissidente, anzi sono tra coloro che partecipò nella scorsa legislatura alla stesura del programma M5s sull’immigrazione. E quel programma era completamente diverso da quello che sta succedendo ora. Quindi, mi ritrovo a essere dissidente difendendo quello che abbiamo sempre detto. In realtà, dissento da Salvini, perché noi eravamo un’altra cosa. Siamo nella situazione dei figli divorziati che si ritrovano con un nuovo papà. E io spero ancora che i due genitori tornino insieme e si liberino di questo nuovo papà”.

E aggiunge: “Io sono tra coloro che è uscita dall’Aula quando si è votato per il dl Sicurezza. E infatti sono sotto processo per ‘alto tradimento’, diciamo. Avevamo cercato di correggere del decreto quegli aspetti che proprio i sindaci ora stanno contestando, e cioè il fatto che molte persone si sarebbero trovate in una condizione di clandestinità, dando maggiore insicurezza ai Comuni. Il nostro è stato un lavoro lungo che purtroppo è fallito. Quando si deciderà della mia posizione all’interno del M5s? Non mi hanno ancora riferito nulla, né ho capito l’obiettivo di questo messaggio di Capodanno che dice che il mio procedimento è ancora aperto” – continua – “Non ho la più pallida idea della situazione. C’è un’entità che non si capisce chi è, forse questi probiviri, che decideranno. E’ un po’ surreale. Mi accusano di voler passare al Pd? Ma dove vado, ma dove stanno quelli del Pd? Io sono 5 Stelle da sempre, il Pd, peraltro, è defunto e non esiste più. In realtà, porto avanti quello che è stato il programma del M5s, che abbiamo scritto insieme ai cittadini. Quindi, è buffo che ora ci dicano che quel programma non è più valido”.

Stoccata anche al presidente del Consiglio e a uno dei suoi vice: “I migranti sono diminuiti da un anno. Bisogna gestire quelli che ci sono, non bloccare su una nave 49 disperati. Si tratta di persone sono parcheggiate in mezzo al mare da giorni e il primo che li accoglie fa una cosa intelligente. Conte e Di Maio si stanno battendo? Meglio tardi che mai, ma bisognava farlo prima. Pensare, però, di dividere le famiglie prendendo solo donne e bambini è privo di senso: sono famiglie che scappano da situazioni di guerra e torture. E’ molto pericoloso separare queste famiglie. Quale donna in una situazione del genere accetterebbe di entrare in un Paese sconosciuto con due bambini piccoli? E poi si pone il problema del ricongiungimento, creiamo tensione su tensione e questo non ha senso”.

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