Uno dei vicepremier dice che l’Italia è pronta ad accogliere donne e bambini. E lo fa dopo aver sentito il presidente del consiglio. L’altro come sempre frena: porti chiusi per i migranti a bordo della Sea Watch 3 e Sea Eye. Il 2019 si apre con l’ennesimo caso migranti per il governo. Se per Luigi Di Maio” nessun bambino con la sua mamma può continuare a stare in mare”, per Matteo Salvini è possibile soltanto “inviare a bordo medicine, cibo e vestiti” senza accogliere nessuna delle quarantanove persone che da quattrordici giorni sono a bordo delle due navi. I due vicepremier si sono sentiti e secondo fonti della Lega da parte del ministro dell’Interno non c’è alcuna irritazione  ma “semplicemente” la volontà di “risolvere problemi”. Dopo la sua dichiarazione, invece, Di Maio ha parlato al telefono Giuseppe Conte per aprire uno spiraglio nella vicenda. Intanto dopo aver salvato 32 migranti il 22 dicembre scorso nel Mediterraneo centrale, la Sea Wacht 3 è ancora a largo di Malta, in attesa di un porto sicuro. Una situazione al limite, che oggi ha spinto un migrante a lanciarsi in acqua dal ponte della nave per cercare di raggiungere a nuoto le coste dell’isola al centro del Mediterraneo: un tentativo che sarebbe andato a finire nel peggiore dei modi per via delle correnti gelide del tratto di mare che circonda l’isola. L’uomo, però, è stato recuperato con un salvagente e riportato sulla nave.

Capitano: “Situazione che sta peggiorando sempre più” – “Si tratta di un atto che dà la misura della disperazione delle persone soccorse. La situazione deve essere sbloccata”, hanno fatto sapere fonti delle ong. Il capo missione Philip Hahn, poi, ha spiegato che la situazione a bordo della Sea Watch 3 “sta peggiorando sempre più”. Da qui l’appello alla Ue affinché riesca a “dare a queste persone un posto sicuro in cui stare”. Le 32 persone a bordo, in cerca di un porto da ormai due settimane, “stanno aspettando di poter sbarcare a terra. Lo spazio in cui si trovano a convivere – ha sottolineato Hahn – è molto ristretto perché le condizioni climatiche non sono favorevoli e quindi devono raggrupparsi in piccoli ambienti. Devono dormire per terra, senza alcun materasso, ci sono problemi igienici – ha spiegato Hahn – Abbiamo scorte di cibo solo per un tempo molto ristretto. Attendiamo disperatamente che l’Unione europea riesca a pianificare il loro ricollocamento in diversi Paesi europei e a dare a queste persone un posto sicuro in cui stare“.

Di Maio: “Qui donne e bambini“. Ma Salvini: “Non cambio idea” – Sulla situazione della Sea Watch 3 il primo a intervenire è stato il vicepremier Luigi Di Maio. “Due navi ai confini dell’Europa. Ancora una volta solo l’Italia viene chiamata in causa. Malta non fa attraccare le imbarcazioni nonostante siano nelle loro acque territoriali a un miglio dalla costa – ha scritto il capo politico del M5s sulla sua pagina Facebook – Tutta l’Europa se ne frega. Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto. Ma per me nessun bambino con la sua mamma può continuare a stare in mare ostaggio dell’egoismo di tutti gli Stati europeiMalta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia – ha aggiunto il vicepremier – Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera”. Di Maio, poi, ha parlato dei rapporti con gli altri paesi Ue in tema di immigrazione: “Poi ci mettiamo al telefono con ognuno dei capi di stato europei e li costringiamo a rispettare le quote previste per ogni Paese. Questa Europa così non va – ha accusato – la cambieremo con le prossime elezioni europee. Ma i bambini non possono pagare il prezzo di un’Europa che si gira dall’altra parte per non vedere”. Dopo l’appello del vicepremier, fonti di Palazzo Chigi hanno fatto trapelare l’esistenza di una telefonata tra il premier Giuseppe Conte e Di Maio: al centro del colloquio telefonico c’è stata l’iniziativa di contattare Malta per far sbarcare mamme e bambini a bordo delle due navi, segnalando la disponibilità dell’Italia ad accoglierli. Poi però è intervenuto Salvini. “Una nave tedesca e una nave olandese, in acque maltesi. Ma ad accogliere dovrebbe essere ancora una volta l’Italia – dice il ministro dell’Interno – Risolvano i problemi, aprano i porti e aprano i portafogli i tedeschi, gli olandesi e i maltesi. La nostra Italia che ha già accolto quasi un milione di persone negli ultimi anni, la nostra Italia dove più di un milione di bambini vive in condizioni di povertà assoluta. Il traffico di esseri umani va fermato: chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo, come già fanno in tanti, non con i barconi. Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea”.

Malta: “Di Maio stia attento alle parole che usa” – In ogni caso a bordo della nave Sea Watch ci sono 4 donne e 3 bambini, e sono “assolutamente non separabili dai loro compagni. Ci sono poi alcuni minori non accompagnati” ha detto Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italia, collegata con RaiNews24.  A Di Maio, poi, replica il ministro degli Interni di Malta Michael Farrugia.”Piuttosto che fare tali dichiarazioni contro Malta e la solidarietà europea, l’Italia dovrebbe partecipare al ricollocamento dei migranti attualmente in corso. Il governo di Malta raccomanda al vicepremier italiano di valutare questi fatti prima di fare dichiarazioni pubbliche ed evitare di farne di simili in futuro”. In una nota rilanciata su twitter Farrugia sostiene che “il salvataggio è avvenuto più vicino all’Italia che a Malta e, anche se l’Ong ha chiesto all’Italia un porto sicuro, l’Italia si è rifiutata”, e per questo “la nave è stata forzata a navigare ulteriormente, allontanandosi dal punto di soccorso, cercando rifugio nelle acque territoriali maltesi”. Il ministro ricorda che “l’Italia ha chiuso tutti i suoi porti a tutte le Ong, e anche ad altri salvataggi dove l’Italia avrebbe dovuto agire, secondo quanto stabiliscono le norme internazionali.

In arrivo gli aiuti alla nave
In giornata Sea Watch e Mediterranea, nell’ambito dell’Alleanza United4Med, sono partite da Malta con due imbarcazioni per andare in sostegno della Sea Watch 3. Questa missione congiunta ha tra i suoi scopi quello di portare supporto logistico e materiale alla nave, consentendo il cambio equipaggio e i rifornimenti. Ma non solo: sarà anche permesso ai parlamentari tedeschi di rendersi conto della situazione a bordo per potere fare pressione sul governo di Berlino che non ha ancora dato risposta positiva alla richiesta di decine di città tedesche disponibili ad accogliere le persone salvate. Insieme ai parlamentari ci saranno anche i giornalisti internazionali, tedeschi e italiani affinché possano ancora una volta raccontare le conseguenze della violazione dello stato di diritto nel Mediterraneo.

Commissione Ue e Consiglio d’Europa a lavoro per sbloccare la situazione
Il tutto mentre la diplomazia va avanti. “La Commissione continua i suoi intensi contatti con gli Stati membri disponibili a trovare una soluzione sullo sbarco rapido delle persone a bordo della Sea Watch 3 e Sea Eye” ha detto la portavoce della Commissione Ue Mina Andreeva, precisando che “ieri il commissario Avramopoulos ha invitato gli Stati membri a dare sostegno e a contribuire a questo sforzo congiunto per sbarcare in sicurezza quanti sono a bordo il prima possibile. Una serie di Stati membri ha espresso disponibilità verso questo sforzo congiunto e a sostenere Malta. I nostri contatti procedono – ha concluso – ma a questo stadio non intendo fare annunci fino a quando non lo faranno gli stessi Stati membri“. Ancora più netta la posizione del Consiglio d’Europa: “Gli Stati non devono ritardare oltre l’offerta di un porto sicuro per i bambini, le donne e gli uomini che sono a bordo di SeaWatch3 e SeaEye” ha scritto in un tweet Dunja Mijatovic, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa. “La loro sicurezza e la loro salute non devono essere messe ulteriormente a rischio lasciandoli alla deriva in mare – ha aggiunto – L’umanità e la compassione devono prevalere“.

De Magistris insiste: “Nostro porto è aperto, li aspettiamo”
Nel frattempo, prosegue, la disobbedienza della città Napoli contro il Viminale. “Non c’è alcuna ordinanza che ha chiuso il nostro porto, che è aperto alle navi da crociera, ai pescherecci, ai traghetti e ai bambini che stanno morendo in mare e lo sarà sempre fino a quando sarò sindaco di Napoli – ha detto il sindaco Luigi De Magistris a La7 – Salvini e Toninelli dicono una cosa non vera affermando che i porti sono chiusi”. In riferimento alla vicenda della nave Sea Watch, de Magistris ha riferito di aver avuto contatti “diretti” con il comandante della nave che starebbe tentando, attraverso l’intermediazione della Germania, un contatto con Malta. “Altrimenti – ha detto de Magistris – credo che verranno verso Napoli dove troveranno un porto aperto”. “Io sono un sindaco autonomo e prima ancora che una valutazione politica ho fatto una valutazione etica, umana, di diritto – ha concluso il primo cittadino di Napoli – Sono un uomo libero e non mi interessa se altri sindaci mi seguono in questa battaglia perché ognuno fa la battaglia che ritiene ma io mi sento con la coscienza a posto”.

L’equipaggio della nave Sea Watch, a sua volta, ha risposto alla lettera inviata dal sindaco di Napoli, ringraziando “a nome dell’organizzazione e soprattutto a nome dei nostri ospiti a bordo per la generosa offerta”. Nella lettera, con la quale si ricorda che “i nostri ospiti sono fuggiti da situazioni di vita difficili, molti di loro hanno lasciato alle spalle esperienze di guerra, torture e miseria”, l’equipaggio ha aggiunto che “l’offerta della vostra città dimostra che non c’è solo un’Europa della demarcazione e dell’intolleranza, ma anche un’Europa che si impegna per i diritti umani e civili. Ci consideriamo fortunati a essere in contatto con i cittadini della sua città e con lei, signor sindaco de Magistris, nonostante i tentativi di intimidazione da parte dell’attuale Governo italiano“, conclude la lettera.

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