La riapertura dei Navigli a Milano fa litigare Lega e M5s. Un’idea, quella di riportare allo scoperto e rendere navigabili gli antichi corsi d’acqua, alla quale l’amministrazione di Beppe Sala sta lavorando da tempo. E che il ministro pentastellato dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, ha definito una “totale sciocchezza”. Ma che vede Matteo Salvini “assolutamente favorevole”.

Nel mirino del ministro Bonisoli, nello specifico, è finito il progetto del Comune, ancora in via di definizione, che prevede di ‘scoperchiare’ 8 chilometri di Navigli, dalla Martesana fino alla Darsena, con percorsi pedonali e piste ciclabili. I lavori per aprire i primi 5 tratti per 2,2 chilometri dovrebbero partire nel 2020, per un costo stimato in circa 150 milioni di euro. “Riaprire i Navigli è una sciocchezza totale. Onestamente non vedo la ragione per farlo”, ha commentato sabato Bonisoli durante un incontro con i cittadini nel capoluogo lombardo, auspicando che venga fatto “un bel referendum”.

A Milano “il referendum lo abbiamo già fatto. I Navigli sono storia, sono cultura, sono bellezza, arte e lavoro e riporterebbero Milano a essere una città d’acqua, rispettando ovviamente il commercio, il lavoro e la mobilità”, ha replicato domenica Salvini. “Lasciamo che siano i milanesi a decidere, e su questo hanno già deciso”, ha spiegato il ministro dell’Interno, sposando il progetto del sindaco Sala, e facendo riferimento alla consultazione del 2011 che sulla riattivazione idraulica e paesaggistica dei canali ha visto prevalere i “sì”.

In difesa di Bonisoli e contro la riapertura dei Navigli si schierano però i sottosegretari Manlio Di Stefano e Stefano Buffagni insiemeai grillini lombardi. “Non è la priorità – spiega Buffagni – Concordo con Bonisoli: priorità è fare investimenti nelle nostre periferie, dalle scuole alle strade ai marciapiedi”. Di “comunicazione ingannevole” parla Di Stefano, spiegando che “il progetto votato nel 2011 dai cittadini non è lo stesso che sta promuovendo ora Sala”.

Ma il sindaco non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro: “Io sono straconvinto che sia una buona idea, il ministro Bonisoli è stato un po’ drastico ma non è un urbanista, sociologo o uno che ha mai espresso un pensiero politico. Quindi, con il rispetto del fatto che è ministro, non mi preoccupo della sua opinione”.

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