Il sindaco-commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, ha firmato il decreto con cui assegna i lavori per la demolizione di ciò che resta del ponte Morandi. L’appalto da quasi 20 milioni di euro è stato affidato a cinque aziende, meno della metà di quelle annunciate dal sindaco una settimana fa. Sono Fagioli (Reggio Emilia), Fratelli Omini (Novate Milanese), Vernazza Autogru (Genova), Ipe Progetti (Torino) e Ireos (Genova).

Fagioli e Omini sono state tra le imprese protagoniste del recupero di Costa Concordia, la nave naufragata al Giglio. I lavori di demolizione, rimozione, smaltimento e conferimento in discarica dei materiali di risulta del viadotto Polcevera valgono 19 milioni al netto dell’Iva. Bucci ha sottolineato che i lavori andranno avanti 24 ore su 24, “ma non ci saranno deroghe sull’inquinamento acustico e ambientale perché i genovesi hanno già pagato abbastanza”. “È un momento importante per tutto il Paese. La città deve diventare una metafora della rinascita italiana”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli commentando l’affidamento dei lavori di demolizione.

“Abbiamo rispettato l’impegno che ci siamo presi con i genovesi, il cantiere è già stato aperto, i mezzi sono già al lavoro, sono arrivate le speciali gru strand jack che smonteranno il viadotto pezzo per pezzo, e da domani (sabato) ci sarà l’inaugurazione. Un passo fondamentale che dimostra come vogliamo mantenere fede alla promessa fatta: quella di avere il ponte nuovo pronto per la fine del 2019. Tra lunedì e martedì firmerò anche il decreto con cui si assegna la ricostruzione. Ho già deciso, ma non vi dico il nome”. La ricostruzione, spiega Bucci, “partirà il 31 marzo”.

In lizza sono rimasti il raggruppamento Salini Impregilo, Fincantieri, Italferr e il gruppo Cimolai con il primo favorito. E sulla riduzione delle aziende che demoliranno, passate da 11 a 5 dice: “La negoziazione ha portato a questo. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre aziende sia di quelle che abbiamo scelto e di quelle che sono rimaste fuori”. Alcune si sarebbero defilate perché non è stato trovato l’accordo economico: tra queste ci sarebbero le genovesi Carena e Eco Eridania.

La demolizione inizierà dalle aree di Amiu (la municipalizzata per l’ambiente, ndr) che il Comune ha già messo a disposizione. Nei prossimi giorni, entro il 20 dicembre, anche quelle dei privati saranno a disposizione. Il sindaco ha precisato che quelle aree non sono sotto sequestro: “Le parti sotto sequestro riguardano solo il ponte e spero che presto si possa cominciare a lavorare anche sul ponte. Troveremo un accordo con il giudice per le indagini preliminari e con tutte le parti”.

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