Neanche quarantott’ore dopo esser stato annunciato come presentatore della 91esima edizione degli Oscar, l’attore Kevin Hart ha annunciato via social la sua rinuncia all’incarico. Motivo: la polemica esplosa per alcuni suoi vecchi tweet di carattere omofobo. “Non voglio essere una distrazione – dichiara il comico americano – in una serata che deve essere celebrata da così tanti artisti incredibilmente talentuosi. Ho preso quindi la decisione di non presentare gli Oscars”.

“Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbtq – continua Hart – per le mie parole insensibili dette in passato. Mi dispiace di aver fatto del male alle persone”. “Mi sto evolvendo – conclude l’attore – e voglio continuare a farlo. Il mio obiettivo è unire le persone, non separarle. Esprimo amore e gratitudine verso l’Hollywood Academy”.

A richiamare l’attenzione sulle sue vecchie dichiarazioni erano stati diversi utenti di Twitter che, dopo l’annuncio della scelta di Hart come conduttore, avevano rispolverato alcuni tweet scritti dall’attore tra il 2009 e il 2011. Messaggi che – secondo quanto riferisce il “The Hollywood Reporter” – sono stati successivamente cancellati. Nel 2011, ad esempio, Hart sosteneva che “se un giorno mio figlio tornasse a casa e cercasse di giocare con la casa delle bambole di mia figlia, gliela romperei sulla testa e gli direi: fermo, questa è una cosa da gay”. Tra le accuse anche l’utilizzo di esclamazioni offensive e denigratorie.

Ad alimentare la polemica ci sono poi i dubbi sulle sue scuse: solo un’ora prima, infatti, Hart aveva postato su Instagram un video in cui si rifiutava di scusarsi quando l’Accademia di Hollywood gli aveva chiesto di farlo. Classe 1979, padre di tre figli, Kevin Hart in carriera ha partecipato a film quali “Paper Soldiers”, “Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà”, “Scary Movie 4” e “Jumanji: Welcome to the Jungle”.

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