Politici, uomini e donne del mondo dello spettacolo e persino cantanti. Non manca (quasi) nessuno nel gruppo dei personaggi “esclusi” dalla manifestazione organizzata dalla Lega sabato 8 dicembre a Roma e lanciata sui social con la campagna “Lui/lei non ci sarà“. Una serie di foto, volutamente ironiche, condivise a mo’ di countdown sugli account ufficiali del Carroccio, che rappresentano gli ‘acerrimi’ nemici del partito. Un modo per tenere alta l’attenzione degli affezionati che il giorno dell’Immacolata saranno a Piazza Del Popolo, ma senza svelare chi prenderà parte all’evento. Unico invitato certo il Capitano, Matteo Salvini.

A finire nel mirino dei social media leghisti i nomi più disparati. Da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, lui perplesso, lei ritratta con una strana smorfia sul volto, all’ex coppia dello spettacolo, Fabrizio Corona e Asia Argento, il primo imbronciato, lei, invece, fieramente fotografata con il pugno alzato. Nel nutrito gruppo di nemici non manca neanche Elsa Fornero, autrice della legge sulle pensioni tanto criticata dalla Lega, che sembra disperarsi per il mancato invito alla manifestazione, così come il democratico Maurizio Martina, che nello scatto scelto fa, addirittura, il labbruccio. Ma tra le file dei dissidenti c’è posto per tutti, anche per i cantanti, come i rapper Salmo e Gemitaiz, apertamente schierati contro il ministro dell’Interno.

Nella campagna c’è modo anche di continuare ad alimentare vecchi rancori, come quelli con Chef Rubio, anche lui volto inconsapevole dei post leghisti, e con Oliviero Toscani, il fotografo che ha più volte affermato di non stimare il vicepremier. Alla manifestazione non ci saranno neppure alcuni storici bersagli della Lega, come Fabio Fazio, attaccato svariate volte dal partito, Mimmo Lucano, il sindaco di Riace e Roberto Saviano, ritratto con un’espressione interrogativa. E poi, ancora, tra le persone inconsciamente incluse nella strategia di comunicazione, anche alcuni nomi stranieri, come il presidente francese, Emmanuel Macron, o quello della Commissione europea Jean Claude Juncker.

Insomma, una campagna alla rovescia che si intesta una sola promessa: “Loro non ci saranno”. Del resto “loro”, anche se chiamati a partecipare avrebbero sicuramente declinato.

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