Per la prima volta dalle elezioni del 4 marzo scorso la Lega di Matteo Salvini perde consensi: secondo un sondaggio condotto dall’Osservatorio Lorien il 23 novembre, infatti, il Carroccio si attesta al 30%, in calo di qualche punto percentuale rispetto al 30,7% di ottobre. Punti che vanno a favore del Movimento 5 Stelle, che sale così al 28,3% e mantiene stabile il saldo di governo. Recupera terreno anche il Partito Democratico, attestandosi al 16,8% dei consensi. In lieve calo invece, la coalizione di Centrodestra, che si ferma al 45,2% con Forza Italia all’11,2%. Dati in netto contrasto con quanto rilevato invece dall’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, che vede la Lega crescere ancora con il 36,2% di potenziali voti, raddoppiando quasi il risultato ottenuto alle urne, mentre il M5s si fermerebbe al 27,7%. Concordano invece le previsioni sui risultati del Pd. 

L’indagine condotta da Lorien registra un calo anche nell’indice di gradimento personale del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, che segue le sorti del suo partito e passa dal 52% di settembre al 49%. Cresce invece il consenso intorno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte (45%) e, anche se in misura minore, recupera terreno anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio (dal 42% al 44%). Non solo, un italiano su 4 ritiene sempre che siano Salvini e Di Maio, senza il premier Conte, a prendere le decisioni e dettare la linea di governo. Solo il 19% degli italiani poi, crede che gli scontri tra le posizioni di Lega e M5S porteranno a una crisi di governo: il 10% tra i leghisti e solo il 3% tra i grillini. Mentre secondo il 29% degli elettori del M5S il leader Di Maio sta tradendo le proprie promesse elettorali e, in caso di nuove elezioni, andrebbe sostituito.

La manovra in deficit preoccupa la maggioranza degli italiani e il 22% si dichiara addirittura molto preoccupato, ma atteggiamenti più positivi rispetto a ottobre. Gli italiani ritengono che di fronte alla bocciatura da parte dell’Ue la manovra andrebbe corretta almeno in parte soprattutto eliminando il reddito di cittadinanza e, in misura minore, la flat tax e la cancellazione degli aumenti iva. Tuttavia quest’ultimo è anche il provvedimento più gradito. L’orientamento anti-europeo riguarda in particolar modo gli elettori della Lega. La metà degli italiani vorrebbe cambiare l’Europa pur mantenendo il ruolo dell’Italia. Cosa vorrebbero modificare gli italiani? Quasi la metà nomina le politiche sull’immigrazione, per il resto desiderano maggiore libertà economica dei Paesi membri e più integrazione sui temi non economici.

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