Disordini e feriti, anche tra i giocatori: almeno due hanno avuto bisogno delle cure dell’ospedale. La finale di ritorno della Coppa Libertadores è stata rinviata dopo quanto accaduto all’esterno dello stadio di Buenos Aires, il Monumental: a partire dall’arrivo del pullman che portava la squadra del Boca Juniors, intorno alle 15.20 locali, a poco meno di due ore dall’inizio della finalissima con il River Plate è scoppiato il caos. Un gruppo di tifosi che aspettava di entrare nello stadio ha preso di mira il mezzo con un lancio di pietre. Gli agenti non erano presenti o non in numero sufficiente, commenta El Clarin, e quando sono arrivati era ormai tardi. Per disperdere i tifosi la polizia ha poi fatto uso di gas lacrimogeni e il risultato è stato che i giocatori del Boca sono entrati negli spogliatoi con ferite da taglio per via dei vetri mandati in frantumi dalle pietre e con evidenti difficoltà di respirazione a causa dei gas. La Confederazione calcistica sudamericana ha posticipato il via del match alle 19.15, le 23.15 italiane.

I disordini fuori dall’impianto, e il clima di forte tensione che si respira dentro lo stadio Monumental, ha portato i presidenti delle due squadre a riunirsi per decidere assieme alla Conmebol, la confederazione sudamericana, se rinviare l’incontro o posticipare l’inizio con oltre 50mila spettatori già presenti allo stadio. Alla fine la gara è stata rinviata a domenica.

L’uso di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine per disperdere i tifosi del River ha provocato intossicazione e attacchi di vomito a 6 calciatori delle Xeneizes: Carlos Tevez, Fernando Gago, Julio Buffarini, Agustin Almendra, Nahitan Nandez e Dario Benedetto. Il centrocampista Pablo Perez, a quanto riporta El Clarin, ha un taglio al braccio e alcune schegge lo avrebbero colpito agli occhi. “I giocatori sono tutti feriti, non si può quindi giocare”, aveva commentato il dirigente del Boca, Christian Gribaudo.

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