Morta a causa di quella violenza di cui aveva parlato in un tema che, due anni fa, le era valso un premio. È il destino di Sandra Parks, la 13enne afroamericana di Milwaukee, in Wisconsin, che due sere fa è stata uccisa da un proiettile che ha infranto i vetri della sua abitazione, colpendola a un fianco mentre stava guardando la televisione in camera. “Mamma, mi hanno sparato”, sono state le ultime parole di Sandra prima di accasciarsi a terra.

Secondo quando riporta la Cnn, la 13enne nel 2016 scriveva che “i bambini sono vittime dell’insensata violenza delle armi. Io mi fermo e cerco di fuggire da quello che vedo e sento ogni giorno e quando lo faccio, arrivo sempre alla stessa conclusione, siamo in uno stato di caos“. Dopo aver vinto il premio, la ragazzina era stata intervistata dalla Wisconsin Public Radio. In quella occasione aveva spiegato di aver deciso di scrivere sulla violenza delle armi perché “non facciamo altro che sentire che qualcuno è stato ucciso o ferito, e nessuno pensa che quelle persone erano il padre, il figlio o la nipote di qualcuno”. Secondo Tom Barrett, il sindaco di Milwaukee, la sua morte “è stata provocata da qualcuno che ha deciso di sparare colpi contro la sua casa“.

Al momento sono stati arrestati due ragazzi di 26 e 27 anni con precedenti penali. Entrambi avevano almeno tre fucili semiautomatici AK-47. Centinaia di persone si sono radunate davanti alla casa della vittima. Secondo i dati del Gun Violence Archive il numero degli incidenti causati da armi da fuoco nel 2018 è finora di 50.822, 317 le sparatorie di massa. 261 i poliziotti feriti o uccisi, mentre sono 1.904 i sospetti feriti o uccisi dagli agenti. Gli incidenti “involontari” sono 1.417. Nel 2018 negli Usa sono già oltre 13mila le persone morte e oltre 25mila quelle rimaste ferite. Di queste vittime, 595 sono bambini fino ad 11 anni e 2.526 teenager dai 12 ai 17 anni.