Non ci saranno tavoli rovesciati né, tanto meno, nessuno che andrà a Bruxelles a “battere i pugni, come voleva fare Renzi, che poi i tavoli manco li ha trovati”. A Milano, al Palazzo delle Stelline, si parla di L’Europa, l’Italia. Appunti per una sfida epocale con tre esponenti della Lega di primo piano. A partire dal segretario del Carroccio e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, a cui si aggiungono due presidenti di Regione: Attilio Fontana (Lombardia) e Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia).

Ma le parole utilizzate, da chi fino a poco tempo fa prometteva rivoluzioni in Europa, sono piuttosto caute, tanto più che, secondo un recente sondaggio dell’Istituto Cattaneo, popolari, socialdemocratici e liberali avrebbero ancora la maggioranza dei seggi: “Non scardiniamo nulla – assicura Salvini – vogliamo cambiare le regole che danneggiano gli italiani da dentro”. “Il futuro dell’Europa? Una grande Europa con una grande Italia” gli fa eco Fontana. E persino un politico navigato, a Strasburgo, come Mario Borghezio dice: “Costituiremo una massa critica di 100-150 deputati sovranisti per interrompere il sodalizio tra popolari e socialdemocratici”.

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