Una legge sui fenomeni di odio sul web e l’istituzione del reato di ‘revenge porn’, ossia la diffusione di immagini pornografiche senza il consenso dei protagonisti delle stesse. Questa l’idea di Laura Boldrini, ex presidente della Camera, per combattere le distorsioni della rete. Come riporta l’Agi, che ha intervistato la politica, le proposte verranno presentate al Bookcity, l’evento in programma a Milano dal 15 al 18 novembre. A parlarne con lei anche gli studiosi Giovanni Ziccardi, Maria Tilde Bettetini e Supakwadee Amatayakul.

Alcune normative a riguardo esistono già nel mondo, come in Germania. Ed è proprio a queste che si ispira l’ex esponente di Leu. “In Germania sono proprio le piattaforme a dover cancellare entro 24 ore i contenuti illeciti, pena una multa salatissima. È arrivato il momento di fare anche in Italia un provvedimento di questo tipo. Il reato di revenge porn è una realtà grave e dolorosa, che ha già mietuto vittime come Tiziana Cantone, ma che non è punita”, ha spiegato la deputata a Agi.it.

Una proposta che secondo molti equivale alla ‘censura’. “Non ha nulla a che vedere con la censura ma con l’utilizzo sicuro della rete e dei social media: se la rete diventa un luogo di violenti, diventerà insostenibile, e tante persone non potranno più partecipare all’agorà digitale. Il caso di Tiziana Cantone dimostra che il confine tra online e offline è labile”. Il riferimento è alla donna di 33 anni che si impiccò nel 2016 a Napoli dopo che le immagini in cui faceva sesso con il suo ragazzo erano state caricate in rete, diventando in poco tempo virali.

La battaglia contro l’odio online era già stata avviata dalla Boldrini quando ricopriva il ruolo di terza carico dello Stato. “Avevo istituito una commissione contro fenomeni di odio intitolata a Jo Cox, la deputata britannica uccisa da un neonazista. Volevo far sì che le istituzioni si accorgessero che l’odio stava diventando un problema e stava inquinando i rapporti umani e il dibattito pubblico – ha continuato la deputata – E invece in questa nuova fase è calato il sipario su tutti questi temi. Il fenomeno è ormai fuori controllo: ho lanciato l’allarme anni fa, mi sono adoperata materialmente con gli strumenti che avevo, ho promosso un progetto di educazione civica digitale nelle scuole con l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e ho fatto una battaglia costante”.

Il problema però, secondo Boldrini, non riguarda solo il web. Il linguaggio di odio, a tratti maschilista, è proprio anche delle “forze che sono al Governo”. “In generale soffia un vento forte di restaurazione sia sulle donne sia sul concetto di famiglia. Si tende a sottovalutare completamente la tematica che riguarda le donne anche se rappresenta un’emergenza: nel nostro Paese lavora solo il 49% contro il 62 dell’Europa. Per questo ho elaborato una proposta di legge che nasce da un viaggio attraverso l’Italia in cui ho ascoltato i suggerimenti di migliaia di donne e che spero possa essere firmata anche da deputati e deputate di tutti i gruppi politici”, ha proseguito Boldrini che più volte è scesa in piazza insieme al movimento #MeToo.

E sul Ddl Pillon, il progetto di legge a firma del deputato leghista Simone Pillon che rivede i termini dell’affido condiviso, la Boldrini non ha dubbi: “Va accantonato”. I motivi, secondo l’ex presidente della Camera, sono tre: considera i bambini pacchi postali, obbliga alla mediazione a pagamento anche nei casi di violenza domestica ed è vietato dalla convenzione di Istanbul.