“Mi è venuto incontro un poliziotto in borghese. Mi ha messo le mani addosso, mi spingeva. Alcune cose non le ricordo, forse ero in stato confusionale, me le hanno raccontate. Dicono fossero in tre o quattro. So solo che mi sono ritrovata a terra. Volevo denunciare, poi mi è venuta in mente la storia di Cucchi. E ho desistito”. Eleonora, 59 anni, casalinga ma non di quelle remissive. Anzi. “’Na donna cazzuta”, dicono di lei, in romanesco, nel centralissimo quartiere capitolino di Borgo Pio, dove abita da 20 anni e la conoscono tutti. Un “piglio” che non le ha impedito di vivere una brutta esperienza, venerdì mattina intorno alle 1ogg1.30, quando durante la solita passeggiatina insieme al suo cagnolino ha avuto la “sfortuna” di imbattersi nientemeno che nel ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in visita alla vicina università Lumsa.

Qui a Eleonora, “fieramente di sinistra”, come si dice a Roma “parte l’embolo”. “Ho iniziato a fischiare alla pecorara – racconta a IlFattoQuotidiano.it – e gli gridavo ‘buffone, buffone’. Ma nemmeno mi avrà sentito. Stavo dall’altra parte della strada, lui camminava veloce insieme ad altre persone”. Cose che capitano ovunque ai politici di tutti gli schieramenti. Qui però accade qualcosa di particolare: “Mi si avvicinano degli agenti in borghese – dice – Ho capito che erano poliziotti, non sono scema, ma non è che loro si siano presentati. Uno di loro era più infervorato, mi diceva ‘non si può fischiare, non si può fischiare’. Io però volevo continuare: non si può nemmeno contestare?”.

Qui i ricordi si fanno confusi: “Mi ha preso le braccia per evitare che le portassi alla bocca, io ho cercato di divincolarmi, di sgusciare via e mi sono ritrovata a terra. Ho fatto tutto da sola per carità, nessuno mi ha malmenato. Questo lo voglio dire chiaramente. E non escludo possa essere partito anche qualche calcio. Ma il fatto che ricordi poco o nulla, mi spaventa”. Qui sono intervenute altre persone: “Mi ha detto il barista che ha cercato di calmare gli agenti. Una signora di 60 anni che fischia un politico dall’altra della strada, che sarà mai?”.

Sul momento, racconta Eleonora, non trovava i documenti: “Quando sono arrivata in Commissariato – spiega – ho cercato meglio in tasca e ho trovato dei documenti. Lì la situazione è stata più rilassata”. Qui la donna avrebbe voluto lei denunciare l’agente. “E’ venuto questo signore – racconta la 59enne – mi ha detto che lui e gli altri non mi avevano mai toccato e che anzi ero stata io a riempirli di calci e sul momento mi è venuto in mente Stefano Cucchi. Per carità: non c’è alcun paragone, sia chiaro. Però il fatto che mi sia stato detto ‘si ricordi che esistono anche le denunce per calunnia’, beh a quel punto ho riflettuto tanto. Così all’indomani sono tornata in Commissariato, ho parlato con l’ispettore che stava prendendo la mia denuncia e ho chiesto di stralciare la denuncia”.

Contattata la Questura di Roma, è stata fornita da IlFattoQuotidiano.it una ricostruzione diversa dell’accaduto. In particolare, gli agenti si sarebbero avvicinati alla donna soltanto dopo l’ingresso del ministro all’interno dell’Ateneo e avrebbero chiesto alla signora di fornire documenti. Al rifiuto, questa avrebbe rifilato un calcio al poliziotto. Per questo motivo, Eleonora è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità, reati per i quali rischia almeno 6 mesi di carcere.