“Malta aiuta i migranti a venire in Italia”. “Abbiamo dimostrato che sappiamo difendere i confini e dimostreremo che, eventualmente, possiamo anche bloccare bilanci e attività europee fino a che l’Europa e qualche Paese continuerà a prendere in giro gli italiani”. Matteo Salvini, dopo che il Viminale nelle scorse ore ha attaccato la Vallette accusandola di aver “aiutato un’imbarcazione con 13 migranti a bordo fornendo giubbotti di salvataggio, acqua e bussola”, oggi se l’è presa con l’Unione europea. E, come già l’estate scorsa Luigi Di Maio, ha minacciato di bloccare i contributi a Bruxelles se Roma non sarà aiutata nella gestione degli arrivi.

L’ennesimo scontro tra Italia e Malta è iniziato il 10 novembre. E alle accuse di Salvini ha replicato il collega maltese Michael Farrugia su Twitter: “Basta criticare Malta, iniziate a prendere nota di quello che dovreste fare meglio per dare priorità e attenzione alla salvaguardia della vita in mare e rispettare gli obblighi internazionali”, ha scritto. L’Italia “ha ripetutamente fallito nel rispetto delle convenzioni e degli obblighi internazionali, Salvini dovrebbe capire che i migranti in mare non sempre sono in difficoltà, e se rifiutano il soccorso non è possibile proibire loro di continuare il viaggio”.

di Agenzia Vista

Secondo il Viminale la Guardia costiera maltese nelle scorse ore ha intercettato una imbarcazione con 13 immigrati a bordo e anziché portarla al sicuro ha fornito all’equipaggio una bussola per indicare la rotta verso l’Italia. Poi avrebbe dato acqua, due taniche di benzina e giubbotti di salvataggio di marca Mecca Marine, azienda maltese e che produce anche le uniformi della Marina de La Valletta. L’imbarcazione con 13 persone è quindi arrivata a Lampedusa, dove gli immigrati (dieci tunisini e tre del Corno d’Africa, nel gruppo ci sono due donne) hanno raccontato l’episodio. “Ci sono indizi che, secondo gli investigatori, rendono credibili le testimonianze”, hanno detto fonti del Viminale. “Il barchino arrivato la mattina di venerdì 9 novembre in Sicilia, era stato avvistato la notte prima da un velivolo della Guardia di Finanza in acque Sar maltesi”, è la ricostruzione del ministero dell’Interno italiano. “Tra le 21 e le 22, infatti, l’imbarcazione partita dalla Tunisia aveva finito il carburante: solo dopo qualche ora, verso le 4 e grazie alla segnalazione italiana, erano intervenuti i maltesi. Una nave si era fermata a un centinaio di metri dalla barca alla deriva, facendo partire un gommone. A bordo alcune persone che, secondo i racconti degli africani, avevano divise “come quelle della guardia costiera” de La Valletta. Dopo aver riempito il serbatoio, il barchino era stato scortato verso l’Italia per almeno un’ora di navigazione. Peraltro, i giubbotti della Mecca Marine erano stati dati dai maltesi anche agli immigrati poi saliti a bordo della Diciotti, lo scorso 15 agosto”.

 

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