X Factor è tornato con un’edizione (perlomeno al debutto) un po’ sottotono. Non c’è più Asia Argento, salutata a inizio trasmissione da Cattelan, ma Lodo Guenzi. Il “biondino” de Lo Stato Sociale si è mostrato un po’ spaesato al suo debutto come giurato. Non ha i tempi televisivi e cerca di compensare parlando, parlando e ancora parlando, diventando assai prolisso. Ogni occasione è buona per citare termini tecnici e nomi ricercati per dimostrare di essere all’altezza, ma non ce n’è davvero bisogno. Al contempo sembra che i suoi colleghi mal lo digeriscano, specialmente Fedez e Manuel Agnelli, che gli hanno riservato occhiatacce e frecciatine.

E gli altri? Fedez è sottotono, forse toccato dalle polemiche dei giorni scorsi, e così mantiene un profilo basso. Manuel Agnelli è sempre Manuel Agnelli: l’unico davvero piacevole da ascoltare. Mara Maionchi è la solita scheggia impazzita, quella che si “rompe i co***i” molto velocemente e manda a cagare i suoi compagni di banco. Quando Lodo cita i suoi “esimi colleghi”, lei replica: “Ma basta con questo esimi che hai rotto”. E quando le chiedono un giudizio sul debutto del nuovo giudice, dice: “Deve diventare più veloce e meno prolisso, acceleriamo: non possiamo stare qui fino alle 3 di mattina a sentire la rava e la fava…”.

Quanto allo show, finalmente le scenografie non sembrano uscite dagli anni Novanta, ma sono attuali e moderne (un bell’applauso al promettente Simone Ferrari, il direttore artistico che ha preso il posto di Luca Tommassini). Nessuno dei concorrenti stupisce o colpisce particolarmente: si salva giusto l’over Renza (che pur essendo toscana non è parente del famoso politico) con un’esibizione chitarra e voce, è una conferma la giovane Martina che ha paura della felicità, bene anche lo “stracciamutande” di questa edizione Leo Gassman. Colui che ha convinto di meno? Matteo Costanzo, cantautore della categoria Over in mano a Fedez: il suo sogno finisce qui.