Una 15enne che denuncia un’aggressione da parte di extracomunitari, e due africani (estranei alla vicenda) che la sera stessa vengono picchiati con mazze da baseball da due persone a volto coperto. È successo venerdì a Brindisi, in una zona centrale della città: il breve lasso di tempo tra i due episodi fa sospettare agli investigatori che possano essere collegati. Digos e Squadra mobile indagano, in particolare, sull’ipotesi di una rappresaglia punitiva a sfondo razziale. Pare infatti che un terzo straniero sia stato aggredito dopo poche ore, ma sia riuscito a scappare urlando e minacciando di chiamare la polizia.

Le due vittime del pestaggio sono un cittadino del Senegal e uno del Ghana. Quest’ultimo, Elija K., segretario della comunità cittadina ghanese, ha subito lesioni gravi, ed è stato accompagnato in ospedale per essere medicato. Stava tornando a casa dal lavoro, mentre l’altro aggredito era diretto verso la sede Caritas: secondo quanto riferiscono, a picchiarli sono stati due ragazzi, scesi da un’auto nei pressi di un sottopassaggio. Dalle indagini della Digos per ora non risultano sufficienti elementi a sostegno dell’ipotesi razzista. Il prefetto di Brindisi Valerio Valenti si è espresso in una nota: “I due episodi sono in fase di approfondimento da parte della questura di Brindisi, che mi auguro possa portare al più presto all’individuazione dei responsabili. L’auspicio è quello che a tale obiettivo possa contribuire chiunque sia in grado di fornire testimonianze o contributi utili. È comunque da stigmatizzare e disapprovare ogni forma di reazione da parte di cittadini, peggio ancora se in forma associata”.

L’associazione antirazzista brindisina “Forum provinciale per cambiare l’ordine delle cose” esprime in una nota “piena solidarietà a Elija, segretario della comunità cittadina del Ghana, stimato lavoratore e residente a Brindisi da molti anni, e a un ragazzo del Senegal, residente attualmente nel dormitorio, per la brutale aggressione subita venerdì sera”. “Il Forum censura ogni forma di violenza e il clima razzista che si è creato in città”, concludono dall’associazione.

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