Dopo le batoste elettorali, le dimissioni da premier e segretario dem, almeno per una notte, tra i suoi militanti, Renzi torna nei panni del “rottamatore”, attaccando tutti, alla nona edizione della Leopolda a Firenze: dai dirigenti Pd che gli hanno voltato le spalle, bollati come “beneficiati e rancorosi“, fino al governo M5s-Lega, con Salvini e Di Maio accusati come “cialtroni“. Quasi sembra aver preso una macchina del tempo, come quella ‘DeLorean‘ sul palco, che accompagna lo slogan del film ‘Ritorno al futuro’, adottato dalla convention renziana. “Con me c’è un popolo che non si arrende”, ha continuato Renzi, di fronte a una sala gremita (quattro mila persone secondo gli organizzatori, ndr). Così, di fronte ai suoi militanti, Renzi è tornato ad attaccare il governo, evocando pure i dissidi tra Lega e M5s per irridere il premer Giuseppe Conte e il vice Luigi Di Maio  (“Uno detta e l’altro scrive”). E ancora: ”Al governo manca qualche cervello, altro che manine. State mettendo in pericolo il Paese, per colpa della vostra incompetenza”. Ma Renzi ne ha anche per la stampa. “Non starò mai zitto. Parlo come cittadino, come parlamentare e come innamorato dell’Italia”.