Disastro ambientale e omicidio colposo: questi i reati per cui la procura di Cagliari ha aperto un fascicolo per i danni causati dall’alluvione che il 10 e 11 ottobre ha colpito il sud della Sardegna, e in particolare il cagliaritano e il Sulcis. Per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Sul tavolo del sostituto procuratore Rossana Allieri è arrivata l’informativa sulla morte di Tamara Maccario, 44enne travolta dall’ondata di piena del rio Sa Murta mentre scappava di casa, in macchina con il marito e le figlie, nella notte del 10 ottobre.

Il dossier, a firma del comandante del Nucleo investigativo forestale Fabrizio Madeddu, è il primo atto formale dell’inchiesta. Gli esperti della Procura, nelle prossime settimane, dovranno relazionare sui danni registrati nell’area tra Capoterra, Cagliari, Assemini e Uta, compreso il cedimento di un ponte sulla statale 195, che sarà riaperta nel pomeriggio di martedì 16 ottobre a conclusione dei lavori di ripristino da parte dell’Anas. Un danno senza conseguenze perché, al contrario dell’alluvione di dieci anni fa, la macchina della Protezione civile sarda aveva ordinato la chiusura della statale prima che la furia delle acque aprisse tre voragini sull’asfalto. Continuano le ricerche del pastore disperso nelle campagne di Castiadas. Le speranze di trovare in vita Nicola Campitello, 38 anni di origine campana, ormai sono nulle.

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