Cinque anni e mezzo e 6 anni di reclusione: queste le pene a cui la terza sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, ha condannato rispettivamente Corrado Coen e Massimo Cimatti, ex amministratori di Norman95, per il reato di bancarotta fraudolenta.

La società di gestione immobiliare era fallita nel luglio 2011: oltre al crac Norman, il processo riguardava i fallimenti della Lagafì srl (riconducibile a Cimatti e fallita nel dicembre 2011) e della Sofie spa, fallita nel luglio 2013. Tre anni e mezzo di carcere, invece, per Eugenio Creti, ex legale rappresentante e presidente del cda di Sofie. Assolti gli altri quattro imputati, tra cui Lorenzo Caruso, legale rappresentante e amministratore unico della Lagafì.

Coen e Cimatti sono stati inoltre condannati a versare, a titolo provvisionale, una somma ai fallimenti di Norman95 (rispettivamente di 11,5 e 2,5 milioni) e Sofie (5,6 e 1,2 milioni), costituite parti civili. Una decina, secondo i pm, le operazioni che hanno portato al crac delle tre società, creando un buco di quasi 24 milioni. La Norman, società di cui Fabrizio Palenzona (mai indagato per la vicenda) è stato vicepresidente, si era vista respingere la proposta di concordato preventivo. Era stata invece accolta l’istanza di fallimento proposta dall’allora pm – ora pg in Cassazione – Luigi Orsi, che ha coordinato le indagini assieme ai colleghi Gaetano Ruta e Isidoro Palma. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.