Ha aperto sopra la soglia psicologica dei 300 punti, poi si è assestato intorno a 290 punti base e ha chiuso a 295, con il rendimento del titolo decennale italiano al 3,45%. Ma sebbene lo spread tra Btp e Bund tedesco resti uno dei principali indicatori per valutare l’atteggiamento dei mercati nei confronti del governo Lega-M5s, è un altro l’elemento di novità che nella giornata di mercoledì ha reso palese la percezione del rischio Italia da parte degli investitori: il tasso di interesse dei Bot a un anno. Che è più che raddoppiato nel giro di un mese.

Il ministero dell’Economia ha venduto all’asta 6 miliardi di euro di titoli annuali pagando un rendimento dello 0,949%, contro lo 0,436% dell’asta dello scorso 12 settembre e il -0,334% di ottobre 2017. In un mese il tasso di interesse è raddoppiato, arrivando a toccare i massimi dal 2013, quando il 10 ottobre il rendimento del Bot annuale si attestò sullo 0,999%. In frenata la domanda, che ha raggiunto i 9,763 miliardi di euro con un rapporto di copertura in discesa a 1,63 da 1,91 dell’asta del mese scorso.

In profondo rosso invece Piazza Affari, che ha aperto debole e dopo una breve parentesi in positivo a metà giornata ha aggravato le perdite chiudendo a -1,71%.

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