Da tempo le donne discutono di un superamento della Legge 194. Chiedono infatti un aborto sicuro e la contraccezione gratuita. Si tratta di prevenzione e di rispetto per una scelta consapevole. La rete nazionale Molto più di una 194, formata dalle militanti di Non Una Di Meno assieme a ginecologhe, medici, di varie associazioni (Laiga, Amica, Agite, Smic), nella giornata di oggi chiederà che tali diritti fondamentali siano garantiti.

In altre nazioni già si parla di contraccezione gratuita a partire dalle scuole con distribuzione di preservativi utili a prevenire gravidanze indesiderate e il contagio di malattie sessualmente trasmissibili. In Italia ancora, invece, si legittimano perfino i farmacisti che non vogliono vendere la pillola del giorno dopo (contraccettivo di emergenza e non farmaco abortivo come dicono erroneamente gli antiabortisti).

Ovunque in Europa è largamente usata la RU486 (farmaco abortivo) per un aborto non chirurgico che non presenta rischi per la salute delle donne. In Italia stiamo ancora all’aborto chirurgico e raschiamento che provocano conseguenze disastrose sul nostro fisico.

Video di Angela Gennaro

L’aborto va garantito senza rischi e gli antiabortisti dovrebbero smetterla di opporsi alla prevenzione. Se non volete che le donne abortiscano allora diffondete informazioni corrette su ogni tipo di strumento contraccettivo. Troppo spesso gli antiabortisti vivono una grande contraddizione, perché immaginano che le donne non debbano avere rapporti sessuali se non durante il matrimonio. Nascondendo il fatto che le donne sposate spesso non vogliono più di un tot figli e a volte anche nessuno, pensano che donare i figli alla patria sia un atto dovuto.

Uno degli ostacoli maggiori per le donne che vogliono abortire è la presenza massiccia di obiettori di coscienza in tutte le strutture pubbliche. La rete di donne e professionisti invece chiede che gli obiettori non ci siano più. Il fatto che ne esistano così tanti (il 90% come media nazionale) implica un chiaro boicottaggio della Legge 194 e anche una spinta verso l’aborto clandestino. Di recente il ministro Fontana ha spesso parlato di ritorno all’età della pietra. Niente aborti, famiglie etero, natalità da sponsorizzare per la soddisfazione degli antiabortisti. I diritti delle donne già non sono garantiti abbastanza, ma si vuole addirittura tornare a decenni prima con la carcerazione per medici e donne considerati dagli antiabortisti quali assassini.

Gli antiabortisti da tempo praticano uno svuotamento della Legge 194. Non potendo modificarla senza conseguenze, allora fanno il vuoto attorno, legittimano il boicottaggio, l’ostruzionismo. Presentano proposte in cui viene descritta la partecipazione dei no-choice alle attività dei consultori. Ricordo che per legge i consultori devono restare laici e che i no-choice non potrebbero neppure entrare. Invece li trovi dentro o all’ingresso, a volantinare i loro messaggi di morte con foto di feti squartati e di bimbi di sei mesi (già nati) spacciandoli per feti che l’orribile donna vuole abortire. Giocano sul senso di colpa e sullo stigma ai danni della donna alla quale spesso vengono dedicate frasi del tipo “ti sei divertita? Ora ne subisci le conseguenze”. Uno degli slogan a larga diffusione parla di donne da psichiatrizzare perché solo una malata di mente vorrebbe abortire, questa la loro opinione.

Quando non riescono a interferire con le scelte delle donne allora le invitano a riflettere sulle conseguenze psicologiche di un aborto. Scambiano l’aborto spontaneo e non voluto con quello scelto e fanno del terrorismo psicologico la loro arma principale. Oh donne, non abortite, altrimenti sarete malate di mente a vita. Oltre alle ingerenze vaticane sulle decisioni del parlamento e a quelle dei no-choice, in gran parte dell’estrema destra, vedi gruppi che oggi sponsorizzano largamente la Lega, nei consultori c’è da considerare l’approccio censorio e moralista di alcune regioni. La Lombardia (ma accade anche in Sicilia o nella bella Firenze) decide di finanziare la costruzione di cimiteri per embrioni.

E non si parla di aree dedicate a genitori che volevano un bambino e piangono l’aborto spontaneo o quello terapeutico. In Lombardia, per esempio, sono stati intercettati moduli in cui la donna che abortiva doveva specificare il luogo cui destinare l’embrione: la spazzatura o la sepoltura. Compilare il modulo era obbligatorio e, violenza psicologica a parte, tale scelta semplificava il riconoscimento dell’embrione come persona. I cimiteri sono riservati a persone, un embrione seppellito diventa persona e dunque chi l’ha abortito, giacché avrebbe ucciso una “persona”, è un’assassina. Semplice, no? Basta guardare alle leggi che regolano le questioni cimiteriali. Perciò le donne si esprimono contro tutto questo. Non perché sono insensibili ma perché i no-choice vorrebbero fare di una scelta puramente privata un obbligo a danno della Legge 194.

L’altro modo per demotivare chi vuole abortire è il fatto di divulgare informazioni fasulle sul farmaco abortivo, la pillola RU486, parlandone come di una causa diretta di peste e morti varie. Il fatto è che i no-choice vogliono che una donna non solo partorisca con dolore ma abortisca con ancor più sofferenza. Così, tanto per punirla e per fargliela pagare cara. La pillola invece è un modo meno invasivo di procurare un aborto e le donne che l’hanno usata possono testimoniarlo senza problemi. Problema è, casomai, che in alcune strutture ospedaliere – me ne viene una per un caso di mancata assistenza a Salerno, credo – le donne vengono lasciate da sole e senza alcuna assistenza. Tutto dunque va nella direzione di scoraggiare gli aborti e di criminalizzare le donne. Non importa il fatto che le vittime di aborto clandestino siano state troppe e che oggi, nonostante la diminuzione del numero di Ivg praticate, quelle vittime esistano ancora soprattutto tra le donne migranti. Il problema esiste ed è per questo che pretendere di migliorare la legge 194 è una rivendicazione coraggiosa il cui successo può determinare una migliore sorte per tante donne.

Va bene, allora: chiediamo aborto libero, assistenza e contraccettivi gratuiti e mai più obiettori. Buona lotta a tutte!