Partitelle a senso unico, già finite dopo una manciata di minuti; formazioni stravolte dal turnover, stadi mezzi vuoti perché alle 21 di mercoledì sera dopo una giornata di lavoro il tifoso preferisce tornare a casa. La 6° giornata di Serie A è il solito turno infrasettimanale, utile solo alle esigenze di un calendario troppo lungo che non allo spettacolo. Con la solita Juventus, che vince sempre e comunque, contro il Bologna già dopo un quarto d’ora. Sai che divertimento. In più stavolta hanno vinto praticamente tutte, perché l’infrasettimanale propone quasi sempre testa-coda che per le grandi sono poco più che amichevoli: oltre ai bianconeri, la Roma contro il Frosinone, la Lazio contro l’Udinese, il Napoli contro il Parma. L’unico elemento d’interesse deriva allora da ciò che sarà sabato, il primo snodo decisivo di questo campionato. C’è il derby di Roma, in cui Eusebio Di Francesco si gioca già un pezzettino di stagione (e forse di panchina). Soprattutto alle 18 ci sarà Juventus-Napoli: prima contro seconda, dell’anno scorso e pure di questo, campioni contro sfidanti. Le due squadre non potrebbero arrivarci meglio di così.

Sulla Juventus c’è poco da dire: 6 vittorie su 6 partite, punteggio pieno, superiorità manifesta rispetto a tutte le altre. Non gioca benissimo, ma per Allegri sembra essere un dettaglio. Cristiano Ronaldo è sempre un po’ imballato ma intanto ha cominciato a segnare con una certa continuità, ieri si è sbloccato anche Dybala (finalmente nel suo ruolo di attaccante), Bernardeschi è l’arma in più di questo campionato. L’impressione è quasi che il meglio (quando tutti i vari assi entreranno in forma piena) debba ancora venire: per gli avversari (o presunti tali) sarebbe una tragedia.

Molto più sorprendente è l’avvio del Napoli, che si ritrova a -3 ma con un calendario molto più complicato (ha già giocato contro Lazio, Milan e Fiorentina). Si pensava che gli azzurri potessero scontare il contraccolpo dell’addio di Sarri, invece Carlo Ancelotti ci ha messo meno del previsto a dare una forte identità alla sua squadra. Modulo nuovo, movimenti nuovi, uomini nuovi: soprattutto una maniera diversa di concepire il calcio, non più dogma incrollabile in uno schema e uno soltanto, ma illuminata duttilità per sfruttare le qualità di tutti. Sembra funzionare: a parte il passo falso con la Sampdoria, la squadra migliora giornata dopo giornata e gli scricchiolii di inizio stagione si allontanano.

Lo scontro diretto arriva al momento giusto. Per farci capire qualcosa in più sulla Juventus (che in realtà per ora non ha giocato neanche una partita vera), sul Napoli (alla prova del nove) e più in generale su questo campionato. In attesa di verificare l’assestamento faticoso dell’Inter di Spalletti, gli azzurri di Ancelotti sembrano l’unica alternativa credibile all’ennesimo dominio bianconero. Un anno fa, proprio su quel campo, il gol allo scadere di Koulibaly sembrava l’inizio della rivoluzione, poi tutti sanno com’è finita. Stavolta è solo l’inizio della stagione, e forse per questo la sfida di Torino fa ancora più paura: siamo già al punto che il Napoli deve salvare il campionato, più che se stesso. Se non ci riesce Ancelotti a fermarla, la Juventus andrà a +6 sugli azzurri, almeno +8 sull’Inter e +10 sulla Roma. A settembre. Sai che divertimento.

Twitter: @lVendemiale

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