Otto persone sono state arrestate a Kolarovo, nel sud della Slovacchia per l’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak. Il cronista e la fidanzata Martina Kusnirova, entrambi 27enni, erano stati uccisi il 21 febbraio scorso a colpi d’arma da fuoco nella loro casa di Vel’ka Maca, 65 chilometri ad est di Bratislava. Secondo i media locali, tra gli arrestati c’è un ex poliziotto, appassionato di arti marziali, che in passato aveva lavorato anche per un’agenzia di sicurezza.

Tra gli otto fermati c’è la persona sospettata di aver eseguito materialmente l’omicidio e altri soggetti che l’hanno aiutata: le loro abitazioni sono state perquisite. Il primo ministro Peter Pellegrini si è detto soddisfatto degli arresti sul proprio profilo Facebook: “Apprezzo il lavoro professionale degli inquirenti: la scoperta e la punizione dei colpevoli di questo omicidio è una delle priorità del mio governo”, ha scritto. La settimana scorsa la polizia aveva diffuso un identikit a cui erano seguite diverse segnalazioni.

Kuciak lavorava per la testata online Aktuality.sk. Le autorità slovacche ritengono l’omicidio legato a un’inchiesta – poi pubblicata postuma e incompleta – in cui il giornalista approfondiva presunti legami tra la classe politica del Paese e la ‘ndrangheta italiana. Il primo marzo erano stati arrestati sette italiani nominati nel reportage, tra cui l’imprenditore Antonio Vadalà, poi rilasciati. Dopo l’omicidio, migliaia di persone avevano manifestato chiedendo giustizia per il reporter e la fidanzata. Il caso aveva provocato il licenziamento del capo della polizia nazionale e il collasso del governo, con le dimissioni dell’ex Primo ministro Robert Fico e del ministro dell’Interno Robert Kalinak.

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