Divulvatrice, guru delle coppette mestruali, rieducatrice del pavimento pelvico. Questi sono solo alcuni degli appellativi entusiastici di cui è circondata Violeta Benini, l’ostetrica artigiana (con il pallino della cucina, scrive lei), libero professionista, che sta facendo impazzire il web. Da quando il blog Le sex en rose le ha dedicato un’intervista dove intervistatrice e intervistata sono completamente nude l’hype della dottoressa Benini è andato a mille. Ma andiamo con ordine.

Sono un’ostetrica poliedrica e mi prendo cura della donna nella sua totalità, dal menarca alla menopausa, aiutandola ad aumentare la consapevolezza di se stessa e a ritrovare il proprio equilibrio”, scrive Violeta, origini argentine, sulla sua pagina web. Ecco allora le pratiche quotidiane offerte, come quella di educatrice perinatale o la consulenza per una sessualità consapevole, o ancora l’approccio fitoterapico per aiutare le donne a mantenere il loro equilibrio ormonale attraverso l’applicazione di principi vegetali. La dottoressa Benini, però, è celebre soprattutto per un paio di dimostrazioni social del suo lavoro, roba che nemmeno Gwyneth Paltrow con Goop.

Online tutti sanno della sua passione per i sex toys (ne ha una collezione infinita che usa e fa usare alle sue pazienti) e per i lavori all’uncinetto. Uncino e lana l’hanno così portata a magnifiche creazioni di vagine morbide e colorate come forse non esistono eguali. Chiaro, più tappezzeria che altro, ma rendono bene l’idea del personaggio. Inoltre la sua pratica artigianale precedente alla laurea, quella di confezionatrice di collane, borsette e orecchini, l’ha portata alla creazione di modellini anatomici tra cui uno del pavimento pelvico che riesce a sintetizzare con chiarezza e simpatia ciò che spesso richiede pallose spiegazioni mediche. La Benini ha un ulteriore freccia all’arco della persuasione online.

Sulla sua pagina Instagram si possono seguire divertenti storielline riassunte in filmati con spiegazione a lato. Ad esempio l’uso dello “slime” (o dello skifiltor), quindi di peni e vagine gommosi e flaccidi fatti di quella sostanza appiccicosa che tutti ricordano, aiuta come antistress per i pazienti e le pazienti. Oppure c’è la presenza continua della “Peppa”, una vulva totem rosa che ricorda il personaggio dei cartoni animati Peppa Pig, che sembra dialogare col paziente. Infine c’è l’intervista nuda che al di là di una promozione gratuita della propria professione non deve essere stato un passaggio immediato. E allora eccola spiegare in modo esemplare la sua scelta: “Ho accettato di fare questa intervista nuda d’impulso, così senza pensarci. Solo dopo ho pensato al cosa penseranno a vedere il mio corpo pieno di rotoli, smagliature e cellulite, intravedere le mie enormi tette che per forza maggiore (la gravità) son cadenti. Il tutto connesso con la mia professionalità e quindi che immagine poteva venirne fuori. Io mi piaccio, mi piace meno come ho trascurato la mia salute, ma questo è un altro discorso. Ma poi ho anche pensato che le donne che arrivano nel mio studio si spogliano, non solo dei vestiti. Mettono a nudo la loro parte più intima, il loro essere donne spesso con difficoltà”. La Benini esercita sia nel suo salottino ostetrico, ma dà consigli anche online e a domicilio (dice lei), perché comunque il suo sogno è quello di vedere “tutti i clitoridi felici”.