Omise di informare il MoVimento che era indagato e dopo una autosospensione il capo politico – Luigi Di Maio – lo espulse. Ma per Salvatore Caiata, che fu comunque eletto – è arrivata una archiviazione. “Il tribunale di Siena ha accolto oggi la richiesta di archiviazione del procedimento pendente nei miei confronti” ha fatto sapere l’onorevole, vicepresidente del gruppo Misto-Maie alla Camera e presidente del Potenza Calcio (serie C), in una nota. Nel comunicato si evidenzia anche che “chi ha giudicato troppo in fretta oggi dovrebbe chiedere scusa“.

Lo scorso 23 febbraio, a pochi giorni dalle Politiche, il M5s annunciò l’espulsionea per non aver comunicato di essere indagato per riciclaggio: poi il 4 marzo l’imprenditore fu eletto vincendo il collegio uninominale Potenza-Lauria con il 42,1 dei voti%.

Nella nota il deputato ha ricordato che la richiesta di archiviazione “era stata trasmessa dal pm lo scorso 16 luglio 2018. Sono sollevato e ringrazio tutti coloro che in questi mesi mi hanno testimoniato la loro vicinanza. Ovviamente – ha proseguito Caiata – rimane l’amarezza per il danno portato alla mia immagine e alle mie attività di imprenditore. Ora continuerò con la serietà e con l’impegno che mi  contraddistinguono, ad essere sempre più utile alla mia comunità e ai cittadini che – ha concluso il deputato – mi hanno dato la loro fiducia”.

Nei giorni della bufera politica Caiata aveva ostentato serenità. Ai giornalisti allo stadio di Potenza avava parlato di “totale infondatezza delle cose che sono state dette” sull’inchiesta. “Sono tranquillo che in pochissimo e brevissimo tempo si farà luce su questa cosa e in quel momento chiederò la riammissione al Movimento” aveva aggiunto. “Qualora dovessi essere eletto sosterrò il programma e il Movimento. Io continuo a correre, rimango coerente al Movimento Cinque Stelle, ho sposato il progetto del M5s e per cui continuo la mia competizione elettorale”. Sull’espulsione, annunciata dal candidato presidente Luigi Di Maio, Caiata aveva però detto che era “d’accordo con quello che ha fatto il Movimento. Non sono risentito. Entrambi abbiamo agito in assoluta buona fede. In un Paese normale non sarebbe stato un problema ma in un Paese dove si strumentalizza tutto lo è diventato: per cui giustamente il Movimento ha fatto tutto quello che doveva fare. Io rimango coerente a quello che ho detto e a quello che devo fare”.