Addio a Neil Simon, il drammaturgo e sceneggiatore statunitense è morto all’età di 91 anni. Lo ha riferito il sito di spettacolo Tmz citando fonti secondo cui il commediografo, che era malato da tempo, è deceduto attorno all’una di questa notte. Simon aveva subito un trapianto di rene nel 2004 e soffriva di Alzheimer. Nato e morto a nella grande mela, è stato sposato quattro volte. Tra i più prolifici autori della storia del teatro, le sue opere sono state tradotte e rappresentate in tutto il mondo. Premiato con il Pulitzer e il Tony Award, è l’autore di celebrate commedie di Broadway come “A piedi nudi nel parco” e “La strana coppia” e “Appartamento al plaza” che poi approdarono al cinema diventando enormi successi.

Dialoghi brillanti, battute fulminanti, grandi intrecci: ecco la miscela vincente che ha permesso ai diversi attori che hanno recitato le sue pièces di emergere e far vivere le storie di Simon. Tra questi – solo per citarne alcuni – Jack Lemmon e Walter Matthau. Simon da teatro ha imposto il suo stile, asciutto e incisivo, anche al cinema.

Neil Simon ha iniziato la sua carriera come autore televisivo – qui si fa le ossa come autore di gag per comici tv – ed ha al suo attivo più di 40 commedie andate in scena a Broadway sin dal 1961. Il primo grande successo fu “Come Blow Your Horn” nel 1961, diventato poi il film con Frank Sinatra “Alle donne ci penso io”, nel 1963. Seguito proprio da quel “Barefoot in the Park”, tradotto in italiano con “A piedi nudi nel parco” e approdato al grande schermo – commedia divertente e delicata, incentrata sui litigi e sulla riappacificazione finale di due sposini, con le ottime interpretazioni di Jane Fonda e Robert Redford, – che gli ha portato un immenso successo. Ha vinto Tony Awards per “The Odd Couple” (“La strana coppia”, storia della forzata convivenza di due amici con Jack Lemmon e Walter Matthau), e “Lost in Yonkers“. Proprio quest’ultimo lavoro gli è valso anche il premio Pulitzer per la drammaturgia. Neil Simon passa in seguito a testi dove alla comicità si mescola una punta d’amarezza e introspezione, come “Il prigioniero della seconda strada” (1971), “I ragazzi irresistibili” (1972), “California Suite” (1976), “Capitolo secondo” (1977), “Stanno suonando la nostra canzone” (1979), “Quel giardino di aranci fatti in casa” (1980), “Fools” (1981), “Biloxi Blues” (1985) e “Rumors” (1988). Scrive inoltre libretti per musical e sceneggiature cinematografiche. Tutte queste opere ottengono centinaia di repliche e vengono tradotte in film e rappresentate con successo in tutto il mondo. Le sue commedie appartengono al teatro brillante e ne rispettano le regole e si sviluppano con una tecnica che, data una situazione di partenza, la porta alle estreme conseguenze, accomunando tutte le variazioni possibili, senza modificarla nella sostanza.

Gli è stato conferito anche il premio Kennedy nel 1995 e nel 2006 ha vinto il Mark Twain Prize for American Humor. Nel suo medagliere, anche quattro candidature all’Oscar: la prima nel 1969 per “La strana coppia” di Gene Saks e le altre con tre film di Herbert Ross, nel 1976 per “I ragazzi irresistibili”, nel 1978 per “Goodbye amore mio!” e l’anno successivo per “California suite” (1978). Nato a New York il 4 luglio 1927, fu il primo drammaturgo ad avere un teatro di Broadway intitolato a lui.

In un’intervista del 1997 al Washington Post, Simon rifletteva sul suo successo: “So di aver raggiunto l’apice. Non c’è denaro di cui potrei avere ancora bisogno. Non ci sono altri premi che possono darmi. Non ho motivo di scrivere tranne che sono vivo e mi piace farlo”.

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