In Indonesia si cercano altri sopravvissuti, ma a tre giorni dal terremoto nel nord dell’isola di Lombok, a salire è solo il conto delle vittime: l’agenzia statale Antara parla di 347 morti, ma il conto potrebbe aggravarsi ancora. Quasi un terzo delle vittime ha perso la vita a Kayangan sul lato nord dell’isola, nei distretti di Pemenang, Gangga e Tanjung si sono registrati tra i 57 e i 54 morti, a Bayan 11. Tra i morti non sono stati segnalati stranieri.

In aumento anche i feriti e gli sfollati: i primi sono almeno 1.447, mentre in 165mila – l’80% della popolazione – hanno perso la propria abitazione, completamente distrutta o resa inabitabile dalle scosse. La cifra delle strutture messe fuori uso è salita a 42mila mentre martedì era stimata a 13mila. 

Sono state costruite delle strutture mediche improvvisate per curare i feriti mentre i soccorsi continuano senza interruzioni: il governo ha inviato nella giornata di mercoledì 200 camion per consegnare cibo e acqua potabile, dall’esercito sono arrivati invece 5 aerei con medicine, coperte, tende e cisterne. Molti abitanti dei villaggi distrutti hanno trovato riparo in tende di fortuna o sotto tele cerate disseminate lungo le strade o nei campi di riso.

Gran parte dei turisti invece se ne sono andati: circa 4mila stranieri sono stati evacuati dalle isole Gili, poco distanti dalla costa nord-occidentale di Lombok, dovel’aeroporto funziona regolarmente e rimane aperto anche di notte con una frequenza di voli accresciuta per permettere una ripartenza anticipata a tutti i visitatori che lo desiderano.

Continuano anche le ricerche dei dispersi, ma nella giornata di mercoledì non sono stati trovati altri. Le autorità locali, i gruppi di soccorso internazionali e il governo indonesiano hanno iniziato a organizzare gli aiuti, ma le strade distrutte hanno reso complicati gli sforzi per raggiungere i sopravvissuti nel nord montagnoso e ad est di Lombok, aree che hanno subito maggiormente gli effetti del terremoto. “Abbiamo ancora bisogno di aiuti a lungo termine, anche se abbiamo già ricevuto l’aiuto di vari governi”, ha affermato il portavoce dell’Agenzia nazionale per le calamità Sutopo Purwo Nugroho.