Qualche giorno fa abbiamo parlato delle giornate più “calde”, da bollino rosso e nero. Ovvero quelle in cui, se possibile, sarebbe meglio evitare di mettersi in viaggio. Ora invece è il momento di qualche consiglio su come prepararsi ad affrontarlo, questo lungo tragitto in auto.

Già perché secondo il 58% degli esperti, medici e nutrizionisti interpellati da In A Bottle per uno studio apposito, i nostri connazionali affrontano le partenze “per nulla informati sui rischi” riguardanti la sicurezza e la salute. E, tanto per tornare a quanto detto sopra, uno su tre “non conosce il concetto di partenza intelligente, perché al massimo cerca di evitare le ore di punta”. Ma andiamo con ordine.

L’aria condizionata, innanzitutto. Perché il 49% degli italiani è a rischio sbalzi termici da questa determinati. I medici sono concordi nel definire molto pericolosa la differenza eccessiva tra la temperatura esterna e quella impostata all’interno dell’abitacolo, con il condizionatore spesso al massimo. Se la forbice tra le due temperature è troppo alta (oltre i 10°), il rischio è quello di laringiti, faringiti e bronchiti, oltre che disidratazione. Ma quando l’escursione termica è alta e l’aria (internamente) secca c’è pure la possibilità di avere un colpo di calore uscendo dall’auto.

Come fare allora? La soluzione è quella di impostare l’opzione deumidificatore al 50% e spegnere il condizionatore quando si è vicini alla meta, per assicurare una transizione “dolce” verso l’aria aperta.

Infine, il cibo. Stando allo studio di cui sopra, un italiano su 4 salta il pasto pur di raggiungere prima il luogo di vacanza, mentre uno su tre si “abbuffa” per non avere fame durante il viaggio. Entrambi comportamenti da evitare: meglio riposarsi e fare soste ripetute, assumendo una moderata quantità di cibo. E soprattutto dotarsi di una buona scorta d’acqua da tenere in macchina e consumare regolarmente anche se non si ha sete: serve ad evitare disidratazione e crampi mentre si guida.