Il dibattito interno all’esecutivo sulla questione Tav rischia di avere una prima, vera conseguenza. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Stampa, infatti, la Telt – società incaricata di costruire e gestire la nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione – ha deciso di congelare la gara internazionale per il primo mega-appalto per l’avvio dei lavori del tunnel di base di 57,5 chilometri. Per evitare prove di forza con i cinquestelle al governo – è il ragionamento del quotidiano torinese – la società italo-francese non ha firmato le procedure per il lancio della gara da 2,3 miliardi di euro. La scelta non dovrebbe avere delle ripercussioni sul rispetto dei costi e dei tempi previsti per la realizzazione dell’opera, anche se lo stop non potrà durare più di qualche mese. Tutte le carte erano e restano pronte, ma se ne riparlerà nei prossimi mesi. Una decisione dettata dalla volontà di evitare, in questo momento di incertezze, atti che possano essere letti come di arroganza e insensibilità rispetto ad una parte della maggioranza di governo.

La stessa società, tuttavia, ha diramato una nota ufficiale che suona come una mezza smentita dell’indiscrezione pubblicata da La Stampa, assicurando che il bando “è previsto da planning entro l’estate”: “In questo momento si stanno completando le valutazioni tecnicogiuridiche in vista della pubblicazione degli appalti sulla Gazzetta Europea” si legge nel comunicato di Telt, che “come da programma concordato con l’Unione europea dai due Stati, sta lavorando alla pubblicazione di bandi per la realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione per un totale di 5,5 miliardi di euro entro il 2019.

TONINELLI AL SENATO: “ATTUEREMO REVISIONE DELL’OPERA”

CHIAMPARINO: “CAPISCO TELT, COSI’ COM’È È BLOCCATO”
Sulla questione un’interpretazione chiara è arrivata dal governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, che ha legato la decisione della Telt alle ultime dichiarazioni del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Quest’ultimo il 24 luglio aveva scritto sulla sua pagina Facebook che, essendo in programma una ridiscussione dell’intera infrastrutura, “nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera”. A leggere Chiamparino, è questo il motivo che ha spinto al congelamento della gara da parte di Telt. “Inviterò il ministro Toninelli agli Stati Generali delle Infrastrutture, a settembre, per fare chiarezza sulla situazione Tav – ha detto l’ex sindaco di Torino – Spero venga, visto che fino ad ora non ha risposto alle mie richieste di incontro, perché così come stanno le cose la Tav é in uno stato di blocco e capisco Telt – ha aggiunto – che risponde al governo, se non ha firmato un appalto da miliardi. Sarebbe, se è vero, un atto di prudenza comprensibile a fronte di un governo che dice guai a chi firma”. A sentire Chiamparino, “è chiaro che la Tav è una questione squisitamente politica – ha aggiunto – perché se no non si capirebbe perché il Brennero va bene e la Tav no. Non è un problema di Grandi Opere ma un problema politico, il governo usa questa tattica politica sulla questione per equilibrare con la sua ala più di sinistra il disagio per altre questioni come l’alleanza con Salvini”. Chiamparino ha quindi ancora riproposto l’idea di un referendum sulla Tav. “A chi ha espresso tante perplessità su questa idea – ha concluso – chiedo quale altra idea hanno per conoscere il pensiero dei cittadini. So bene che ci vuole una legge regionale, ma se il Consiglio regionale vuole farlo si può fare la legge in autunno e andare a referendum all’inizio del 2019. Vediamo adesso cosa vogliono fare, parlano di un altro incontro dopo settembre per valutare i costibenefici. Insomma – è stato il parere di Chiamparino – c’è materia per un incontro a settembre con tutti gli attori coinvolti, dal ministro agli industriali, per parlare di infrastrutture, non solo sulla Torino Lione, ma anche sulla Asti-Cuneo. Eravamo al traguardo, poi tutto si è bloccato”.