Clara Sereni, una delle più importanti autrici contemporanee, è morta a Perugia all’età di 71 anni. Attivista nel campo delle politiche sociali da cui non di rado ha tratto spunti per i suoi libri, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato dal suo editore GiuntiGrazie al romanzo autobiografico “Via Ripetta 155” era entrata nella dozzina del Premio Strega 2015. “Ho appreso con dispiacere la notizia della scomparsa di Clara Sereni, scrittrice colta, sensibile e raffinata. Una donna che ha speso gran parte della sua esistenza al servizio della comunità e delle persone più svantaggiate. Invio il mio sentito cordoglio ai familiari“, sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in ricordo di Clara.

Nel maggio 2017 era uscita sempre con Giunti la nuova edizione del suo libro più famoso “Il gioco dei regni“, straordinario affresco del ‘900 attraverso riletto attraverso le vicende familiari, con cui nel 1993 aveva vinto il Premio Società dei Lettori Lucca-Roma e il Premio Marotta. Nel catalogo Giunti anche “Casalinghitudine” (in prima edizione da Einaudi nel 1987) e “Manicomio Primavera” (1989).

Nata a Roma il 28 agosto del 1946, Clara era figlia di Emilio Sereni, importante dirigente del Partito Comunista Italiano. Sposata con lo sceneggiatore e regista Stefano Rulli, nel 2004 aveva partecipato al suo film documentario dal titolo “Un silenzio particolare“, sull’esperienza di vita con il loro figlio Matteo, psicotico dalla nascita, anche lui protagonista del film.

Ha vissuto a Roma, fino al 1991, anno del suo trasferimento a Perugia dove risiedeva tuttora. Il suo impegno è rivolto non solo alla letteratura, ma anche al sociale e nel campo politico. Nel capoluogo umbro ha rivestito la carica di vicesindaco, con delega alle politiche sociali dal 1995 al 1997. Nel 1998 ha promosso la Fondazione Città del sole – Onlus (di cui ha rivestito fino al 2009 il ruolo di presidente) che si impegna a favore prevalentemente di disabili psichici e mentali gravi e medio-gravi. E’ stata editorialista per i quotidiani l’Unità e il manifesto e ha tradotto e curato opere di Balzac, Stendhal, Madame de La Fayette.